Sono d'accordo sul fatto che gli effetti della sentenza non sono drammatici: si chiede di rimuovere un'associazione diffamatoria, che era rimasta al suo posto anche dopo che il gestore del servizio aveva ricevuto opportuna segnalazione. Il caso presenta peraltro caratteristiche peculiari, e non credo che possa costituire un precedente per qualsiasi sistema di tagging automatico. Non so se si possa parlare di un "caso Italia". In particolare, non vedo analogie (se non superficiali) con il recente caso Yahoo. Là il motore di ricerca indicizzava siti illegali; qui il motore di ricerca suggeriva l'associazione di un nome con un termine diffamatorio. cordiali saluti Maurizio Borghi ________________________________________ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [nexa-bounces@server-nexa.polito.it] per conto di Fabio Forno [fabio.forno@gmail.com] Inviato: mercoledì 6 aprile 2011 23.48 A: nexa Oggetto: [nexa] diffamazione via autocompletion E' su slashdot e diverse news, quindi credo che molti l'abbiano già notato, ma una segnalazione in più non credo che guasti: http://search.slashdot.org/story/11/04/05/2238227/Google-Loses-Autocomplete-... Da quello che ho capito le conseguenze pratiche immediate non sono un granché, google sembrerebbe solo obbligata a rimuovere quella particolare indicazione nell'autocompletion. Il ragionamento alla base invece mi sembra sempre più pericoloso, considerando qualsiasi sistema di tagging automatico alla pari di uno strumento editoriale, cosa che mi fa rabbrividire in prospettiva. Da imprenditore nel campo internet leggendo queste cose non posso fare a meno che pensare che l'italia è un posto pericoloso in cui operare e che per il bene dell'azienda è meglio allontanarsi quanto prima. E' questo che vogliamo? -- Fabio Forno, jabber id: ff@jabber.bluendo.com _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa