Mi viene in mente un unica obbiezione metodologica, la scarsa interattività dei bot potrebbe aver limitato la possibilità dell'algoritmo di "correggere il tiro", proponendo un più ampio spettro di contenuti.
È difficile comunque immaginare una soluzione replicabile a questo problema senza conoscere nel dettaglio l'algoritmo in questione. Mi verrebbe in mente il vecchio Eloisa, ma connetterlo a Facebook richiederebbe un approccio statistico con un numero elevato di bot.Vi è anche il rischio che Facebook riesca a identificare i bot e a servire risultati più politically correct.
Ma detto questo, abbiamo bisogno di più ricerche di questo tipo!
Davvero un ottimo lavoro.