
Garantire più servizi ai Comuni, alla pubblica amministrazione, alle imprese e a tutti i cittadini entro il 2018. È questo l'obiettivo di Regione Piemonte, Anci e Uncem, che nella mattinata di oggi, a Torino, hanno condiviso modalità e tempi per dare il via al Piano della banda ultralarga e all'attuazione dell'Agenda digitale in tutti i territori.
Non solo le grandi città: grazie a 284 milioni di euro di investimenti (194 milioni dal Par Fs e 90 dai Por Fesr e Feasr) internet ad alta velocità toccherà tutte le aree "a fallimento di mercato" - comprese quelle alpine e appenniniche - dove gli operatori, senza l'aiuto pubblico, non investirebbero.
Anci e Uncem hanno definito con la Regione opportunità e tempistiche. Si parte subito, con un'azione culturale e formativa. Il 5 maggio, il Csi ospiterà Sindaci e Amministratori per una prima presentazione del piano banda ultralarga. Successivamente, gli assessorati regionali agli Enti locali e allo Sviluppo economico promuoveranno incontri sul territorio nei quali ascoltare esigenze e necessità dei Comuni.
Dal punto di vista operativo, per poter investire subito le risorse disponibili, la Regione Piemonte firmerà un accordo con il Ministero dello Sviluppo economico e Infratel . Toccherà poi ai Comuni firmare le convenzioni che saranno l'ultimo passo prima dei bandi, interamente gestiti da Infratel.
All'incontro di oggi in piazza Castello a Torino, hanno partecipato
per Anci il vicepresidente Michele Pianetta, il direttore Marco Orlando e
Fabrizio Ferrari, funzionario della Città di Alessandria e membro del
comitato tecnico-scientifico del Csi, per Uncem il presidente Lido Riba e
il vice Marco Bussone.
Anci e Uncem hanno insistito sulla necessaria
"neutralità tecnologica" degli investimenti, che Infratel dovrà
inserire nei bandi: si dovrà prevedere un uso misto di fibra ottica,
tecnologie wi-fi e satellite. Senza dimenticare che il digital divide
tocca internet, ma prima ancora tv (digitale terrestre) e telefonia
mobile. Nelle "aree bianche" si partirà dalle zone dove le Unioni di
Comuni sono più solide e operative e potranno fare da coordinamento
nella firma delle convenzioni con Mise, Infratel e Regione. La rete
resterà pubblica e verranno individuati dei gestori concessionari che
porteranno servizi a tutti i cittadini. "Su questo abbiamo chiesto alla
Regione – spiegano i rappresentanti di Anci e Uncem - di fare un attento
lavoro affinché si migliorino realmente i servizi alle comunità, dai
trasporti alla telemedicina, passando per l'istruzione e la formazione.
Dobbiamo lavorare molto con le Unioni di Comuni, anche per evitare che
si facciano nei prossimi mesi investimenti sbagliati e che la fibra,
come avvenuto in passato, resti spenta dai gestori. Dobbiamo far sì che
le nuove reti aiutino i Comuni a dialogare. Finora i sistemi tra enti
non si parlavano. Su questo si gioca il futuro dei piccoli Comuni e
delle stesse Unioni, in particolare nelle aree montane. Quel che è certo
è che, nei prossimi cinque anni, tutti i cittadini avranno copertura
internet a 30 Mb/s, dunque anche venti volte rispetto all'attuale
velocità di navigazione".