Caro Giacomo Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
TLDR: non farti confondere dal fumo negli occhi
Beh ammetto di essere *estremamente* confuso, direi frastornato, ma non dal fumo negli occhi perché quando mi avventuro in questi territori del discorso uso una efficacissima maschera antigas ;-)
: gli unici problemi qui sono la dimensione di queste aziende statunitensi e l'ignoranza informatica diffusa che fa sembrare difficile il self-hosting.
La fate troppo facile col self-hosting: non tutti sono in grado e vanno rispettati se si affidano a un servizio fornito da terzi E il self-hosting può essere _tecnicamente_ ostacolato in mille modi da chi sa come farlo o ha adeguato potere per farlo. [...]
Non dimenticare che l'alternativa è perdere il diritto a decidere cosa esegui sul tuo hardware!
Peggio: significa perdere il diritto di scrivere il software che vuoi.
No, l'alternativa è che a tutti i fornitori di servizi di telecomunicazione venga impedito di applicare filtri o censure... che non siano impostati dagli utilizzatori stessi del servizio.
A casa mia entra chi voglio io. I miei server servono chi scelgo io.
Non confondere il privato con il personale: a casa tua fai entrare chi vuoi ma se la metti in affito o la vendi NON puoi utilizzare clausole discriminatorie e... NON puoi decidere tu chi può o non può far entrare il tuo inquilino o il nuovo proprietario, NEMMENO se a deciderlo dovesse essere la maggioranza UNANIME dei condomini che fissano le regole nell'apposito regolamento condominiale. :-P BTW plz: qui ho semplificato giusto per controbattere alla tua analogia, non entriamo nel merito delle beghe condominiali o robe analoghe. ;-) [...]
- qui parliamo di software! Non c'è nulla di trascendentale in quel che fanno queste aziende, non c'è alcuna ragione per cui un individuo non dovrebbe essere libero di fare lo stesso.
Appunto: non c'è alcuna ragione per cui un individuo non debba essere in grado di scegliere autonomamente quali profili social seguire o bannare, secondo il criterio che più gli è consono, compresi criteri che nelle transazioni sociali NON *personali* sarebbero considerati discriminatori (es. non entri a casa mia perché sei un muso verde, chi me lo impedisce?!?). Tu sai che nei sistemi di comunicazione seri (l'email) esiste un fantastico DSL (domain specific language) dal nome Sieve [1] implementato da diversi software sia lato server che lato MUA (mail user agent, il client di posta), DSL usabile (male) anche con una bella interfaccia grafica. Un bel: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- require ["fileinto", "reject"]; anyof (not address :all :contains ["From"] "musoverde@marte.solarsystem", header :matches "Subject" ["*blockchain*","*football*"]) { fileinto "INBOX.spam"; } --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- è tutto quello che servirebbe agli utenti dei social, anche quelli federati, per liberarsi d'un botto dei messaggi da utenti indesiderati. Sai anche che ci sono comodi filtri antispam che apprendono dai messaggi che tu hai segnato come indesiderati per *filtrare* le email indesiderate: se il fornitore della casella di posta è serio NON dovrebbe filtrare i tuoi messaggi... truffaldinamente. [...]
Io VOGLIO poter sbattere fuori dal mio server un Trump, un Berlusconi o un Salvini (o degli aspiranti tali).
Se il tuo server è personale e con quello non fornisci servizi al pubblico, anche gratuiti, allora sono d'accordo con te... ma sai bene che qui stiamo parlando di altro, non di questo. Anche la libreria è un esercizio privato ma se fuori scrive «Vietato l'ingresso ai ragni e ai Visigoti» sta commettendo una grave discriminazione. :-D (cit. da "La vita è bella") [...] Ciao, Giovanni. [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Sieve_(mail_filtering_language) -- Giovanni Biscuolo