Quando ho fatto il consigliere per la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, presidente della commissione Pietro Folena, era un continuo via vai di aziende che venivano a chiedere interventi legislativi a favore di soluzioni proprietarie.
Immaginate come è andata.

Il giorno 12 febbraio 2015 11:05, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
Dichiarazioni come questa rendono chiaro perchè è importante una scelta
(politico-legislativa) che vincoli il sistema educativo all'uso di software
libero.
http://slides.com/mac5/internet-bor#/5
Se poi Microsoft volesse aiutare la scuola ad usare sw libero, non ci vedrei
problemi.
m.c.


In data giovedì 12 febbraio 2015 10:53:40, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Enfasi mia.
>
> jc
>
> Sottosegretario Faraone: «Noi non vogliamo dare le chiave delle nostre
> scuole ai privati, ma al tempo stesso non abbiamo paura del rapporto con
> i privati./Se Microsoft mette a disposizione risorse economiche per
> formare insegnanti sulla didattica digitale, o Unipol vuole investire su
> edifici fatiscenti, dobbiamo rifiutare?/». «Certo - prosegue il
> sottosegretario -, non devono essere risorse indispensabili: quello che
> è indispensabile lo mette lo Stato, /ma se ci sono risorse aggiuntive,
> le prendo. E ogni istituto può fare in autonomia queste convenzioni/».
>
> Fonte:
> http://www.corriere.it/scuola/secondaria/15_febbraio_09/presa-diretta-sfasci
> o-scuola-governo-non-ci-sta-c9d7053c-b03b-11e4-8615-d0fd07eabd28.shtml

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Arturo Di Corinto
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