Era inevitabile la parola, primo artefatto prima tecnologia? E' evitabile il digitale? Con l'imbarazzo di trovarmi in una posizione diversa da "tanti" nomi, nell'argomento trovo poca utilità, è arrivata la parola, il digitale ed altro, in sostanza "attrezzi" la cui direzione è nostra responsabilità. L'attrezzo nuovo, il digitale, conquista funzioni umane in numero e qualità crescenti, potrebbe incidere in profondità nel nostro (modo di) essere, fondamentalmente erodendo l'autonomia della nostra facoltà critica che è la caratteristica che distingue l'umano. Vedendo, temendo questa erosione spero di sbagliare. Sono ottimi molti suggerimenti che ho letto in listaNexa, praticamente tutti, ma - convinzione mia - l'unico rimedio radicale è rendere completamente verificabile e riproducibile l'intero processo di programmazione. ... se di fatto (parte de) il digitale ha l'efficacia imperativa di una legge ... quando il digitale non è conoscibile ci troviamo in una situazione di inconoscibilità della regola. E' una situazione scomoda, andava evitata, va avversata. Grazie per quanto mi insegnate. Duccio (Alessandro Marzocchi) Il giorno gio 13 apr 2023 alle ore 21:29 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
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1. Re: ChatGPT disabled for users in Italy (alessandro marzocchi) 2. Re: ChatGPT disabled for users in Italy (Stefano Quintarelli) 3. The principle of technological inevitability [era: ChatGPT disabled for users in Italy] (Daniela Tafani)
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Message: 1 Date: Thu, 13 Apr 2023 20:02:14 +0200 From: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> To: nexa@server-nexa.polito.it, stefano@quintarelli.it Subject: Re: [nexa] ChatGPT disabled for users in Italy Message-ID: <CAG5xczfJnpbhJ= x+hs5FhUKt0tr3nGvVJ9Cdz6NgUrgnFfqk_Q@mail.gmail.com> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
Puoi inviare il link alla proposta di legge cui ti riferisci? Cosa intendi, a cosa riferisci "penso che questo sia una sorta di inevitabilismo"? Grazie e cordialità. Duccio (Alessandro Marzocchi)
Date: Thu, 13 Apr 2023 17:53:56 +0200
From: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> penso che questo sia una sorta di inevitabilismo quando ho fatto la mia PDL su device neutrality (arrivata in italia ad un voto dall'approvazione, come qualcuno di voi ricordera') ho toccato con mano la paura che costoro avevano. in una lunga e spiacevole riunione con un capo delle relazioni istituzionali a Bruxelles mi fu prospettato per il post parlamento un futuro radioso per competenze come le mie, in silicon valley. si spesero molto in lobby per fare in modo che l'ultimo voto non arrivasse mai. il potere dello stato e' grande e per loro era un forte rischio, tanto da spendersi cospicuamente in lobby. il voto finale al senato non arrivo' mai, termino' la legislatura. pero' le mie previsioni sono finite nel digital markets act. ciao, s.
On 13/04/23 17:14, alessandro marzocchi wrote:
A me pare che lo stato di diritto sia in forte crisi avviata prima ancora della transizione digitale, quest'ultima la accentua e potrebbe dargli il colpo finale. [Qual'è il potere di un stato (Italia, ma anche Cina, Ue, Usa) di fronte alla "fattualità" dei colossi digitali? Parafrasando Manzoni, parlerei di "grida" che inutilmente cercano di arginare i fatti] Con questi timori si deve insistere per rendere completamente verificabile e riproducibile l'intero processo di programmazione. Cordialmente Duccio (Alessandro Marzocchi)
Date: Thu, 13 Apr 2023 10:49:17 +0000 From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> To: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com <mailto: vetere.guido@gmail.com>>, 380° <g380@biscuolo.net <mailto:g380@biscuolo.net>> Il 12 Aprile 2023 14:28:03 UTC, Guido Vetere < vetere.guido@gmail.com <mailto:vetere.guido@gmail.com>> ha scritto: >Giacomo, >anche il LM più puri usati per il più innocente task di classificazione >potrebbero essere stati addestrati con dati ottenuti senza il consenso >esplicito di chi li ha condivisi, dunque in violazione del GDPR. >Che vogliamo fare?
Nella peggiore delle ipotesi, quello che si fa con l'Eternit, per esempio. Possibilmente prima che faccia troppi danni alle persone e alla società. Però la questione che poni sul dataset usato per la programmazione statistica ha una soluzione estremamente semplice. Basta imporre che tutti i dataset utilizzati durante la programmazione statistica ("training" nella vulgata), inclusi quelli usati per la cross validation e il test, nonché tutti gli altri dati necessari a riprodurre esattamente il processo ed ottenere esattamente il modello in produzione (e le sue alternative scartate), siano preservati per tutta la durata della sua permanenza in produzione e diciamo 20 anni dopo (in caso di aggiornamento). [1] Rendendo verficabilmente e completamente riproducibile il processo di programmazione statistica, Open AI (come chiunque altro) potrà facilmente dimostrare di non aver utilizzato dati ottenuti in violazione di qualsisi Legge. Più costoso (ma spesso possibile) sarà dimostrare che la selezione del dataset o il processo di programnazione utilizzato non abbia prodotto specifiche discriminazioni. Molto più complesso e costoso, dimostrare di non aver voluto imporre al modello alcuna discriminazione intenzionale. Tuttavia parliamo di cose perfettamente fattibili sul piano tecnico, ancorché costose. Ma si sa: l'innovazione costa. E al DARPA hanno un sacco di soldi per finanziarla. ;-) L'importante è impedire che qualsiasi tecnologia possa essere usata per violare i diritti delle persone (a vantaggio di altre persone, per altro) Perché se passasse questo principio, dovremmo dire addio allo Stato di Diritto, con tutto ciò che questo comporta. Inclusa, ad esempio, l'abolizione del diritto alla proprietà privata. Si può fare eh! Ma sei sicuro che sia ciò a cui aspiri? Giacomo [1]: inclusi ovviamente vettori di inizializzazione, valori ottenuti da sorgenti randomiche, ordine esatto e contenuto dei batch di vettori usati durante il processo di programmazione statistica etc... tutto insomma ciò che serve a riottenere esattamente quel binario codato come matrice.