Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
On Tue, 02 Mar 2021 09:56:41 +0100 Giovanni Biscuolo wrote:
pace, significherà semplicemente che io e chi pubblica opere in NC non collaboreremo mai.
Perché?
Perché io voglio essere libero di riutilizzare anche commercialmente (per esempio, riuscendoci, facendomi pagare per tradurre, per marcare semanticamente o per _interpretare_) il lavoro con il quale contribuisco ad arricchire o eseguire un'opera, sia essa software, testuale, musicale, grafica, pittorea... scultorea :-D; voglio anche che lo sia chiunque arricchisce o esegue opere mie, originali o derivate. In genere in cambio voglio poter riutilizzare anche le opere derivate da altri (potendosi fare pagare per migliorarle c'è una minuscola possibilità in più) e per questo preferisco scegliere una CC-BY-SA rispetto a una CC-BY.
La NC non è perfetta: costituisce una scelta tattica, non ideologica.
Io invece più studio le argomentazioni portate a favore dell'uso della clausola NC più mi convinco che sia una scelta prettamente ideologica... e non c'è niente di male, ben inteso.
Dunque valida per determinate opere e non altre. E perfettamente affiancabile, laddove socialmente utile, a CC BY-SA.
Non ho capito cosa intendi per affiancabile, so però che la CC-BY-NC[-SA] è incompatibile con la CC-BY[-SA].
Ciò che davvero non capisco è che tipo di barriera pensiate costituiscano le licenze -NC.
Un'inutile barriera al riutilizzo delle opere per costruirne altre derivate, remixarle con altre ancora, integrarle con espressioni nuove, rielabirarle informaticamente. Inoltre la clausola NC veicola l'idea che trarre profitto dal proprio lavoro impiegato per le attività di cui sopra sia deprecabile mentre io penso sia del tutto legittimo ed anzi auspicabile: io promuoverei una società nella quale chi lavora alle opere dell'ingegno riesca a trarne un adeguato ritorno economico... senza l'onere per la collettività derivante dalla gestione dei diritti patrimoniali da diritto d'autore (e comunque per qesto scopo NON promuoverei l'ennesima licenza di distribuzione, ci sono altri strumenti). [...]
A me il permesso di riusare o rielaborare opere "all right reserved" è stato chiesto più volte e sono sempre stato felicissimo di concederlo.
Il motivo per il quale chiedere il permesso è un ostacolo alla cresita culturale delle nostre società è più semplice di quanto si possa pensare: (tratto da https://btfp.sp.unipi.it/it/2012/02/laccademia-dei-morti-viventi-parte-terza..., grassetto mio) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] Se rimaniamo in una prospettiva centrata sull’autore, non si capisce perché ci si debba affaticare a cooperare, condividere e annotare. [...] “Le nostre nuove tecnologie testuali ed editoriali devono riconoscere da una parte che pubblicare semplicemente i testi on-line e riuscire a **riprodurre le strutture del libro** in forma digitale non basta, in quanto la rete non può e non deve replicare il codice; e, dall’altra, che spostarsi semplicemente a una forma editoriale più connessa **internamente** non rivoluzionerà parimenti la circolazione dei testi, perché l’accento resta sul testo individuale, l’autore individuale, la mente individuale.“ [...] “Ogni pubblicazione è parte di una serie progrediente di **conversazioni pubbliche**, condotte in **molteplici registri temporali** e attraverso **molteplici testi**. Rendere questo conversazioni il più possibile accessibili e invitanti dovrebbe essere lo scopo di chi immagina il corso delle comunicazioni testuali del futuro.“ --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- "Tradurre" giuridicamente questi principi non è affatto semplice e la migliore approssimazione secondo me sono le licenze libere. [...]
Se vuoi continuare a inventare nuove forme di licenze creative fai pure, io non ti seguo.
Mi dispiace.
Ma non ho mai cercato di fare proseliti. :-)
Touché :-D [...]
Ma non smetto MAI di esplorare uno spazio di soluzioni solo perché tutti dicono che non c'è nulla di utile lì.
E sai perché? Perché spesso trovo qualcosa che agli altri era sfuggito.
Credimi Giacomo, sul lato licenze a coloro che le hanno progettate, sviluppate e aggiornate nel tempo è difficilissimo sia sfuggito qualcosa, in particolare sulla questione (giuridicamente vaga) del "non commerciale". [...]
Chiama le opere distribuite con "CC BY-NC[-SA]" "open access", ma non "cultura libera".
Mi sono espresso male, anzi malissimo: intendevo "opera culturale libera" (dove il software è un sottoinsieme della categoria opere culturali)
Beh, non è forse libera dalle logiche di mercato?
Quanto questa libertà protegge e quanto limita le altre 4?
La NC limita la libertà numero tre (la numerazione parte da zero) e rende l'opera non libera. Vale per il software, non vedo perché non debba valere per le altre opere protette dal diritto d'autore. Ciao. Giovanni. [...] -- Giovanni Biscuolo