chiaramente:
io non brucio Giacomo e ... direi: Giacomo non brucia me.
Vi risparmio le risposte perchè sapete come la penso.
Sono molto curioso di leggere risposte diverse da quelle che darei io.
Raf
Il giorno 14 settembre 2018 19:39, armeo@mail.nexacenter.org <meo@polito.it> ha scritto:
Morale (nella speranza di salvarmi dal rogo degli eresiarchi): l'istituto del brevetto deve essere abolito. Raf
Visto che fra eretici ci si capisce, vi propongo una domanda che mi gira per la testa da un po'.
E se il concetto di proprietà fosse semplicemente incompatibile con gli artefatti immateriali?
Posso possedere un'idea? O una formula matematica? O le regole di un gioco?
Avrebbe senso che qualcuno possedesse la ruota (ovvero tutte le ruote costruite)?E la vela (ovvero tutte le vele costruite)?
Siamo sicuri che applicare il concetto di proprietà, progettata per regolare l'accesso alle risorse materiali, ad artefatti che non sono materiali sia utile alla società?
E se i problemi che vediamo emergere nel sistema dei brevetti, in quello del diritto d'autore, nella gestione ed elaborazione dei dati personali, nel file sharing o nel software fossero tutti sintomi di un problema di base?
Ma se la proprietà non è applicabile agli artefatti immateriali, come ne incentiviamo la produzione?
Alcuni artefatti immateriali vengono prodotti indipendentemente dal reddito che possono produrre, come espressione di un bisogno o di un desiderio profondo.
Altri sono finanziati collettivamente, con le tasse o con modelli di finanziamento collettivo privato.
Altri ancora sono strumenti di marketing strutturali al business model di certe aziende (banalmente i browser!) o oggetto di orgoglio e prestigio per il loro creatore (immagino ad esempio il sistema operativo Oberon per Wirth).
In altro thread proponevo di parlare di "responsabilità" creativa, cui corrisponederebbe un compenso per permettere un qualunque uso dell'artefatto immateriale da parte della collettività, ma non per limitare la diffusione di tale uso.
È naturalmente solo un ipotesi per stimolare la riflessione.
Ma si potrebbe stabilire per esempio che se un determinato uso è garantito dal autore alla collettività gratuitamente, tale uso non può essere oggetto di profitto da terze parti.
Che ne pensate?
Chi bruciamo prima? :-D
Giacomo