On 09/06/2020, David Orban <david@davidorban.com> wrote:
Quale sarà il nuovo nome della conferenza Blackhat?
Gran bella domanda! Sul serio! Si tratta di un conflitto fra ipocrisie: quale vincerà? Ora che gli Stati Uniti hanno scoperto di poter risolvere la piaga del razzismo censurando alcuni colori, forse dovremo usare tutti i codici esadecimali. #000hat non fa nemmeno troppo schifo! E' vero, è veramente affascinante come i problemi degli Stati Uniti vengano proiettati ed introiettati dal resto del mondo. Lo vediamo bene da noi. Lasciamo morire i migranti nel mediterraneo, ma non perdiamo occasione per inginocchiarci rispettosamente per Floyd. Come se noi condividessimo davvero la loro storia. Come se i loro problemi fossero nostri. D'altronde, se li riconoscessimo come diversi, non potremmo accettare sempre proni le loro soluzioni! Ed è molto più facile accettare soluzioni inefficaci (o persino controproducenti) a problemi altrui, che affrontare i propri. Osservo con tristezza questo white washing del linguaggio. Non è semplice ethics washing, perché questo cambio di linguaggio ha una finalità piuttosto evidente lavare le coscienze dei bianchi in USA. Un "lip service" perché tutto cambi senza cambiare nulla. On 09/06/2020, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
Major release nel codice semantico-informatico. Scordiamoci queste parole: master, slave, blackist, whitelist. "Server" per qualche motivo resiste ancora.
Mi piacerebbe pensare che sia l'influenza della lavanda dei piedi. Servire come dono, per essere utili al prossimo. Gratuitamente. Ma non è merito di un falegname: in questo white washing globale della coscienza americana, servono ancora servi per i più ricchi. In fondo anche robot non è in discussione.
The word robot was introduced to the public by the Czech interwar writer Karel Čapek in his play R.U.R. (Rossum's Universal Robots), published in 1920. [...] they prefigure modern ideas of androids, creatures who can be mistaken for humans. These mass-produced workers are depicted as efficient but emotionless, incapable of original thinking and indifferent to self-preservation.