La
Corte europea di Giustizia, con sentenza 19 aprile
La direttiva 2006/24/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 15 marzo 2006, riguardante la conservazione di dati generati o
trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione
elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che
modifica la direttiva 2002/58/CE, dev’essere interpretata nel senso che
non osta all’applicazione di una normativa nazionale, istituita sulla
base dell’articolo 8 della direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà
intellettuale, la quale, ai fini dell’identificazione di un abbonato a
Internet o di un utente Internet, consenta di ingiungere ad un operatore
Internet di comunicare al titolare di un diritto di autore ovvero al suo avente
causa l’identità dell’abbonato al quale sia stato attribuito un
indirizzo IP (protocollo Internet) che sia servito ai fini della violazione di
tale diritto, atteso che tale normativa non ricade nella sfera di applicazione
ratione materiae della direttiva 2006/24.
Questo
il link alla decisione: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=121743&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=1183443
Il
principio così come espresso potrebbe lasciare attoniti, ma la motivazione pare
più convincente…
Un
caro saluto e buon 25 aprile a tutti.
Monica