Il 16/04/2018 11:09, M. Fioretti ha scritto:
On 2018-04-16 10:57, Stefano Quintarelli wrote:
la piattaforma personale e' un caso degenere (in senso matematico) della molteplicita' di piattaforme per cui l'interoperabilita' e la portabilità sono prerequisiti.
non sono sicuro che sia così, anche in senso matematico: a me la nuvola o piattaforma personale pare l'unico modo possibile per garantire portabilità vera, almeno nel medio/lungo periodo, e le degenerazioni sono il resto.
Se TUTTO quello che sei, fai, scrivi... non ha una etichetta sua permanente e parzialmente comune a tutto quello che è tuo, come fai a "portarti" appresso tutti quei dati quando cambi piattaforma di supporto?
Ma come fai ad avere una tale etichetta permanente, se la parte comune di quell'etichetta non è composta tutta e solo da **te**, dal tuo nome o pseudonimo? Quando dico che bisogna passare da e.g. marco@gmail + twitter/marco + facebook/marco .. a email@marco / blogging@marco / blogging@marco, con "marco" che è un normale dominio web, di questo parlo. Come fanno ad esserci vere portabilità, espandibilità e interoperabilità a lungo termine se non organizzi le cose in quel modo?
se puo aiutare, in Tor c'è un sistema dei nomi molto personale (privato) e trasportabile (anche stampati su carta) tanto quanto una coppia di chiavi pub/priv permettendo quindi di fare questi giochetti che mi ricordano tanto le ricerche al PARC sui Fluid Documents e Fluid Data che seguono automaticamente il fruitore nella sua prossimita. C'è ancora qualche problema di usbilita sulla pronunciabilita di questi nomi che peggiorano al miglioramento della sicurezza ma è gia un discreto successo Anzi, rispetto agli hash, se si "mina" qualche parola si rischia addirittura di produrre qualcosa di piu guardabile tipo: facebookcorewwwi.onion l'incredibile famigerato appunto saluti Luca