Buongiorno a Tutti, sono nuova della list, che seguo con vivo interesse. Sul tema, proprio nei termini critici da ultimo ricostruiti da Giacomo, segnalo il saggio (giusfilosofico) di Claudio Sarra 'Il diritto e il dilemma. Il modello giuridico di fronte alla scelta tragica' in Zanuso-Fuselli ( a cura di) ' Il lascito di Atena', 2011. Un saluto, Letizia Mingardo Professore a contratto di Metodologia e Informatica giuridica Università di Padova Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Maria Chiara, grazie per gli ottimi riferimenti. :-)
Il tema del trolley è stato affrontato su questa lista qualche mese fa: http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2018-March/013165.html Se il tuo studente è un po' versato in matematica, immaginare ogni vita umana come un vettore su una dimensione ortogonale a tutte le altre può fargli comprendere l'impossibilità di stabilire priorità, fosse anche fra una vita contro un milione.
Un sistema di veicoli autonomi, per essere kantianamente accettabile, dovrebbe essere progettato in modo da evitare situazioni nelle quali si proponga il problema del trolley.
Non solo kantianamente. Per essere cristianamente accettabile, anche. Sospetto che su questo anche ebrei e mussulmani concorderebbero. E gli umanisti (ce ne sono ancora?).
I veicoli autonomi non necessitano di etica [utilitaristica - aggiunta mia]: bastano strade dedicate, isolate dal traffico umano, e torri di controllo.
Giusto. Etica Utilitaristica. Assunta comodamente come l'unica etica che meriti insegnare alle macchine.
Io invece obbietto QUALE ETICA? Quale delle 10 miliardi di etiche presenti sul pianeta vogliamo insegnare alle macchine e dunque imporre a tutti coloro che le adoperano? La risposta che pochi osano dare, ma che tutti assumono è: "l'etica utilitarista del capitalismo!"
Le ragioni sono diverse: 1. trattandosi di un etica basata su un singolo valore scalare, il denaro, è facile da modellare su un computer 2. chi la vuole imporre ne beneficia (almeno nel breve periodo) 3. in presenza di una cultura egemonica, pochi accendono il cervello e si chiedono "perché?"
E d'altro canto, lo stesso problema del trolley e ancor più la Moral Machine del MIT sono formulate in modo da assumere questa morale e sono dunque strumenti di propaganda della stessa.
Sempre su questo tema, sabato uno studente ha posto una domanda filosoficamente interessante: https://www.radioradicale.it/scheda/553800?p=0&s=1339&t=1383&f=0
E' nel nostro interesse avere macchine che possano compiere scelte etiche esattamente come l'uomo? Ovvero, avendo già l'uomo che compie scelte etiche è nel nostro interesse avere altri agenti che agiscono sempre secondo scelte etiche e quindi, riprendendo Nietzsche, agendo in maniera disinteressata dal materiale, dall'interesse materiale, e quindi compiendo scelte che possano andare anche contro la razionalità?
A me la domanda era sembrata molto più interessante delle possibili risposte.
Chi ha detto che l'etica è irrazionale, per esempio? E che cosa è razionale?
In presenza di lacune informative, un agente razionale agisce in modo razionale? Il suo agire non può essere ottimo anche se ha il tempo per calcolare una decisione ottima. E in un sistema caotico, capacità di calcolo e informazioni disponibili sono sempre limitate. Dunque, nella vita reale, la razionalità "materialista" cui faceva riferimento questo studente è razionale?
La morale e l'etica sono strumenti che l'evoluzione ci ha fornito per far fronte in modo efficiente ed efficace a questi problemi non concretamente computabili della vita reale. Come tali, utilizzarli potrebbe essere la soluzione più razionale.
Quando si nega legittimità all'etica o alla morale perché irrazionale, si compie una scelta irrazionale. E d'altro canto, un'etica utilitarista applicata su vasta scala non garantisce la massima utilità per tutti. Garantisce solo una discreta prevedibilità degli attori a valle di stimoli specifici.
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