> 3. Son un po' ignorante: ma davvero molti studiosi si son dedicati alla
> questione? D'altro canto le decisioni non abbondano né in un senso, né
> nell'altro. Non esiti/ate a correggermi se sbaglio.
C'è un intero fascicolo monografico della rivista "Informatica e
diritto" (che immagino lei conosca già; ad ogni modo qui si trova un
sommario:
http://www.ittig.cnr.it/EditoriaServizi/AttivitaEditoriale/InformaticaEDiritto/1-2-2011.html) in cui a mio avviso c'è già scritto tutto ciò che c'è da sapere. Qui
si tratta di "fare", passare alla fase operativa. Prendersi i dati di
cui è titolare la PA e utilizzarli in quanto di pubblico dominio,
senza sentirsi in dovere di chiedere il permesso.
Ma chissà come mai gli enti che hanno provato a farlo e sono andati da
un avvocato per chiedere delucidazioni si sono sempre sentiti
rispondere "in teoria potete farlo, però da avvocato prudente e
coscienzioso devo avvertirvi che l'interpretazione dellì'art. 5 (e 11)
LDA non è univoca... quindi avete comunque una percentuale di
rischio".
Ed ecco che i progetti si arenano perchè spesso non ci si vuole
assumere il rischio dell'incognito.
Un
cordiale saluto.
--
Simone Aliprandi -
http://www.aliprandi.org