ho sempre ritenuto inutile "insegnare" l'informatica, perché sarebbe come INSEGNARE A PENSARE, con di grandemente peggiorativo il coacervo di non so cosa che è stato affastellato negli ultimi 30 anni. Poi l'informatica va più veloce del suono, mentre gli aspetti cognitivi vanno con il calesse, ...e così le uova si rompono troppo presto rispetto al momento in cui puoi cuocere una decente frittata.
Ci vorrebbe un momento di pausa-e-distillazione, ...ma sembra che nessuno se lo possa permettere.
Tutto quanto sopra per dire che l'informatica è tecnicamente ancora "troppo sbagliata" per essere utile come materia "cognitiva".
Se abbiamo la fisica in (fruttuosa) crisi da un secolo e l'informatica in (tumultuosa) crisi da una quarantina d'anni -- magari solo io la vedo così... -- è perché ci deve essere una grossa transizione in atto nel modo di pensare e di affrontare le cose (ad esempio, io non ho la minima idea di cosa e come i fisici abbiano insegnato negli ultimi 100 anni, dove ha stravinto la quantistica, ma qualcuno ha anche detto -- non recentemente, ma l'ha detto, e non era l'ultimo pirla -- che non la capisce davvero nessuno).
Beh, io sono convinto che l'informatica sia più o meno nella medesima situazione concettual-cognitiva.
BEN DETTO, bel riassunto, me lo rivendo alla prima occasione, grazie.
> Sbaglierò..., ma penso che nei prossimi 20 anni verrà fuori una grossa "ripulita" (tipo stalle di Augia), e finalmente si avrà anche "connessione insegnabile" fra a) interesse dell'utente, b) supporto dell'informatico e c) concettualizzazione dei problemi, ...connessione che io oggi NON vedo, o vedo dannatamente lasca e incasinata.
Idem. Preghiamo che accada presto. L'inevitabile scoppio della bolla AI potrebbe essere quel momento.
Marco