Certo, mi spiego subito: questo aggeggio non è un kit di autoanalisi delle urine (come si può fare in farmacia in modo più economico) o un supporto all'esame obiettivo delle feci, cosa che fa parte delle competenze di un medico e alla quale potremmo essere agevolmente e utilmente istruiti con un video o un libro; fuori dalla retorica del "salvare vite", questo oggetto serve a monitorare urine e feci prodotte _ogni giorno_ da un determinato numero di persone.

Ovviamente il costoso water sarà vantaggioso non per un ospedale munito di laboratorio di analisi, ma per chi gestisce in comunità di persone la cui salute è monitorata, non necessariamente da un medico e non necessariamente in modo collaborativo, per conoscere lo stato di salute degli "ospiti" o rilevare eventuali assunzioni di sostanze. Mi vengono in mente carceri e luoghi di lavoro ristretti, in cui l'appuntamento obbligato ed ineludibile con il water può rappresentare l'equivalente del green pass.


Colgo l'occasione per condividere una riflessione.

Premetto che non sono contrario al GP, anche se non sono d'accordo sull'obbligatorietà per lavorare.

Per come la vedo io, analogamente alla patente di guida e al il brevetto di volo, il green pass è la "licenza" con la quale "conduciamo" un oggetto potenzialmente pericoloso per la comunità, in questo caso è il nostro corpo. Per farlo dobbiamo dimostrare che il corpo non è malato e contagioso: il principio di precauzione messo in atto è rigoroso, il monitoraggio stretto.

Globalmente le vittime di COVID dall'inizio sotto i 5 milioni, mentre 7 milioni di persone muoiono ogni anno per inquinamento atmosferico [1] , in Italia sono ~84.000/anno per inquinamento [2] e ~130.000/totale per covid [3]. Tuttavia le restrizioni e le misure per evitare il contagio da virus sono superiori a quelle per evitare di inquinare, e generalmente il principio di precauzione per la produzione industriale è più lasco: nuove sostanze, prodotti (o servizi) vengono tolti dalla circolazione dopo che si è faticosamente dimostrato che sono nocivi, e nessuno si sogna blocchi alla circolazione o monitoraggio del riscaldamento per eccesso di inquinanti nelle città.

La pratica più diffusa e quella in cui le tecnologie si concentrano per garantire la salute collettiva (analogamente alla sicurezza collettiva) e ridurre i costi sanitari è il monitoraggio dell'individuo, più che il monitoraggio delle cause, ambito nel quale le tecnologie potrebbero svolgere un ruolo egregio.

Lo stato salute individuale è considerato sempre di più una responsabilità personale e la malattia una colpa (stile di vita, mancata prevenzione, ...), anche se i mezzi per la diagnosi e la cura sono sempre più sottratti all'individuo, e -mi pare- anche al suo medico. E la responsabilità industriale?

Ciao,

Alberto


[1] <https://www.who.int/health-topics/air-pollution>

[2] <https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/italia-84mila-morti-all-anno-causa-dell-inquinamento-atmosferico/AChcscHB>

[3] <https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto>

On 28/09/21 14:56, Luigi Scorca wrote:
Cosa c'entra il greenpass? Non capisco

Il mar 28 set 2021, 12:09 PM Alberto Cammozzo via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:

Il futuro del Green Pass?


<https://www.thequint.com/tech-and-auto/worried-about-facial-recognition-big-tech-wants-your-anal-prints-too>

Privacy concerns related to the implications of facial recognition have been raised several times but you may not have thought much about a very different part of your body being scanned.

Sanjiv Gambhir, a Stanford radiologist believes that the future of medicines starts in the bathroom and his lab is leading the way.

Gambhir's team has developed a 'smart toilet' that analyses the users’ urine and faeces using Artificial Intelligence (AI) to monitor for diseases, infections or even certain cancers, such as colorectal or urologic cancers.

Interestingly, to authenticate your waste with you, the smart toilet scans your 'anal print'.

“We know it seems weird, but as it turns out, your anal print is unique,” said Gambhir, senior author of a new study published in Nature Biomedical Engineering.

[...]


Se qualcuno pensa che sia uno scherzo, questo è l'articolo originale in Nature:

<https://www.nature.com/articles/s41551-020-0575-0>

<https://sci-hub.se/https://www.nature.com/articles/s41551-020-0575-0>


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