Grazie del resoconto: mi ha suscitato un piacevole deja-vu che mi
riporta alle prime "esternazioni" del Piratbyran ed altri di tanti
anni fa (2003, 2004...), le dissertazioni che facevamo sul "perché
il copyright, anche se non fosse morto, sarebbe comunque
irrilevante"... che (constato) sono per l'ennesima volta pienamente
confermate. :)
Ciao,
Paolo
Il 23/05/2011 12:51, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
Sono
stato al Live Performers Meeting a Roma e in quattro giorni di
performance audio-video cui hanno partecipato circa 500
artisti digitali da 30 paesi ho capito che siamo veramente dei
brontosauri. Noi commoners, divulgatori e praticanti delle
teorie della cooperazione - orientate alla creazione di beni
comuni informazionali usando le CC o le Gpl e similiari -
siamo vecchi. Siamo gli ultimi guardiani del copyright. Ai
giovani che ho incontrato e che ho visto battagliare tra pc e
consolle non gliene importa un fico secco del copyright e in
molti casi non gli importa neppure di essere pensati come
autori o di proporsi come tali. Fanno cose bellissime e non si
curano minimamente se è lecito o meno campionare suoni e
immagini, non gli importa sapere se saranno retribuiti e
vivono alla giornata, magari distruggendo il giorno dopo
quello che hanno creato...non cercano credits e irridono ogni
forma di proprietà e di controllo...
A proposito, il meeting era finanziato dall'Unione Europea....
http://www.liveperformersmeeting.net
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“The Net interprets censorship as damage and routes around
it.”