Il 19/02/20 15:35, Roberto Resoli ha scritto:
Il 19/02/20 14:52, J.C. DE MARTIN ha scritto:
/Un finto stupro e prove manipolate in Svezia, la pressione della Gran Bretagna affinché l’indagine non venga archiviata, giudici parziali, la detenzione in una prigione di massima sicurezza, la tortura psicologica – e presto l’estradizione negli Usa, dove rischia 175 anni di reclusione per aver svelato crimini di guerra: per la prima volta, il relatore speciale dell’Onu sulla tortura, Niels Melzer, parla delle esplosive conclusioni della sua indagine sul caso del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.// /* **Intervista di Daniel Ryser, del 31.01.2020, pubblicata su “Republik”* Traduzione dal tedesco di Stefano Porreca
Sul sito si Republik è presente anche la versione inglese:
https://www.republik.ch/2020/01/31/nils-melzer-about-wikileaks-founder-julia...
"Yes, the British, or more specifically the Crown Prosecution Service, wanted to prevent Sweden from abandoning the case at all costs." E' da notare che gran parte di quello che si sa su questo caso è merito di una giornalista italiana, Stefania Maurizi, e al suo ricorso al FOIA: https://stefaniamaurizi.it/it-art-1060.html "Estradizione speciale A scrivere che l'estradizione di Assange non è come tutte le altre è l'avvocato del Crown Prosecution Service, Paul Close, nella citata email del 13 gennaio 2011. Cosa la rende speciale? Close non lo spiega, ma nel suo scambio email con i procuratori svedesi, sembra soddisfatto che l'udienza per l'estradizione tenutasi l'11 gennaio 2011 di fronte alla Belmarsh Magistrates' Court non sia stata un evento eccitante per i giornalisti: «E' stato tutto piuttosto noioso e tecnico, ovviamente proprio quello che io volevo succedesse». Due settimane dopo questi commenti, il 25 gennaio 2011, Paul Close è anche più esplicito con gli svedesi: «Il mio consiglio iniziale rimane valido: sarebbe imprudente interrogare l'incriminato nel Regno Unito». «Ogni tentativo di sentirlo secondo la rigorosa legge svedese», continua Close, «sarebbe inevitabilmente zeppo di problemi». E conclude: «Dunque, io vi suggerisco di interrogarlo solo dopo che si è consegnato alla Svezia e in base alla legge svedese. Come abbiamo detto, la vostra inchiesta è ben fondata sulle prove che avete e che sono sufficienti ad andare a processo, che è poi quello che intende fare il procuratore». I due passaggi successivi di questa email sono stati censurati: la Swedish Prosecution Authority non li ha voluti rilasciare a l'Espresso." rob