On August 27, 2020 9:11:21 AM UTC, Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> wrote:
non so cosa sia quella spaziale
Siamo in due. Ho cercato documentazione online senza trovare nulla. Mi suona di marketing virale cui l'autore è stato esposto prolungatamente, diventando a sua volta contagioso. D'altronde era privo di protezioni: manca quel minimo di comprensione della materia che permette di distinguere i microprocessori dai computer quantistici anche solo a peso.
Ecco perché mi permetto di aggiungere il quarto pilastro, senza il quale la sicurezza rimane solo un vuoto proposito: il software.
Allora io aggiungo le fondamenta: una cultura informatica profonda, radicata e capillarmente distribuita. Altrimenti quello che dovrebbe essere il più forte diventa l'anello più debole: il cittadino. Chi comprende il funzionamento di un sistema informatico insicuro può comunque usarlo in modo sicuro. Chi NON comprende il funzionamento di un sistema informatico NON può usarlo in modo sicuro, quale che sia il livello qualitativo di tale sistema. E questo è tanto più vero quanto più gli viene fatto credere il contrario.
L'Europa (la EU) ha intenzione di fare la propria parte nello sviluppo di software che sia dimostrabilmente sicuro [3] o no ?
Eh... Come può comprenderne l'importanza con questa "classe dirigente"?
Perché non tirate cavi in fibra ovunque e ci permettete di costruire reti Wi-Fi *locali* (terrestri) di connettività mobile invece di oscurare il cielo?!? Suvvia!
Perché siamo una colonia statunitense. A volte penso che dovremmo chiedere il diritto di voto.
É ora di inventare una nuova etichetta che sostituisca "sovranità tecnologica", perché non vorrei che ci trovassimo in una situazione tipo "feudalesimo tecnologico", con ancora più sovrani rispetto ad oggi al vertice, tutti in competizione per la supremazia della sovranità.
Propongo "autodeterminazione". Cibernetica, non solo tecnologica.
Propongo "neutralità tecnologica", per quanto valgono le etichette.
La tecnologia non è MAI neutrale. La tecnologia è un proseguimento della politica con altri mezzi. Giacomo