Kenneth Carter, è un brillante economista, considerato un visionario, che lavorava alla FCC (studi e analisi) nella gestione precedente; poi ha lasciato per trasferirsi in germania (a colonia) dove lavora con Wik (società di consulenza specializzata nelle tlc, in analisi e modelli economici). I "suoi" temi sono la regolamentazione dello spettro (dalle aste al white spectrum, argomenti di cui è considerato IL guru) alla Net Neutrality (che è la ragione per cui ci conosciamo).
Nel merito, Ken coglie un aspetto fondamentale che non è stato evidenziato da altri, almeno io non lo ho visto evidenziato: la proposta scellerata Google-Verizon, se implementata cambiebbe la struttura ecomomica della rete: non più bill&keep con accordi di peering (*) creando problematici aspetti monopolistici sulle terminazioni internet.
Aggiungo un bit alla riflessione: mentre nella telefonia, con le tariffe di terminazione regolamentate ce la si cava, con il traffico dati sarebbe un vero problema, perchè le telefonate sono in qualche modo "quantizzate" in pacchetti G711 (come mattoncini del lego), mentre il traffico dati è un flusso non quantizzato (come un liquido). La cosa creerebbe non pochi problemi regolamentari.
Il suo pezzo (miliare), c'è da scommetterci, non sfuggirà agli ex colleghi della FCC
Taking the Roof off of the Internet « Communications Insights: Trends and Cool Stuff. ciao, s.
Caro Raf,Sono Marco Pancini di Google. Capisco i tuoi timori ma lasciami ricapitolarele nostre ragioni (solo per dovere solo di chiarezza).Questa proposta e' stata formulata da Google e Verizon solo per gli US eparte dal presupposto che ad oggi non esiste nessuna garanzia di neutralita'della Rete in quell'ordinamento. Il legislatore che si appresta adisciplinare questo campo non ha punti di riferimento ed e' sottoposto apressioni enormi per lasciare campo libero agli operatori di gestire iltraffico dati wireline e wireless come meglio credono.Noi pensiamo che la nostra proposta sia un buon punto di partenza per ladiscussione per questi motivi:1) Garantisce la più ampia garanzia di neutralita' per il traffico wireline;2) Richiede la massima trasparenza a favore degli utenti per ogni politicadi prioritizzazione dei dati e affida alle autorita' di controllo il compitodi punire gli abusi;3) Prevede un approccio flessibile al wireless ed ai servizi a valoreaggiunto al fine di garantire la continuita' negli investimenti.Mi rendo conto della delicatezza della questione, ma credo che il dibattitosuscitato dalla nostra proposta abbia il pregio di portare all'attenzione ditutti il tema della net neutrality, come ha sottolineato sul suo blogJonathan Zittrain. Ogni contributo e' il benvenuto.Con cordialita'.marco----- Messaggio originale -----Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it <nexa-bounces@server-nexa.polito.it>A: nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>Inviato: Thu Aug 19 11:16:52 2010Oggetto: [nexa] Google Verizon Carissimi, Sono terrorizzato dalla proposta Google-Verizon, perchèpotrebbe rappresentare la fine di un sogno fantastico che immaginavoeterno. Ricordo che nel 1995, quando collaboravo con Olivetti, proposi ai suoiCapi di introdurre un po' di software libero e un po' di software mio,entrambi assolutamente gratuiti, in una linea di personal computer - gliECHOS - che così sarebbero arrivati al mercato come "aperti ad Internet".Sarebbe stato sufficiente digitare il numero telefonico di un Internetprovider, come quello del Centro di Supercalcolo del Piemonte che dirigevoallora, per ottenere immediatamente la connessione in Rete. La risposta deiCapi fu: "Non c'è futuro per Internet". Probabilmente questa considerazionerifletteva il pensiero di qualche guru vicino alle multinazionalidell'informatica, che proponevano, ciascuna, la propria architettura comesoluzione della Rete universale (ad esempio, ricorderete, SNA per IBM, MSNper Microsoft, DECNET per Digital). Non molto tempo dopo le multinazionali si rassegnavano alla sconfitta eaccettavano il modello universale di Internet. Ora, con la propostaGoogle-Verizon, si tenta di ritornare al 1995. Il frutto meraviglioso diun enorme lavoro collettivo verrebbe privatizzato. Per questa mia convinzione ho apprezzato l'articolo di JC su La Stampae sono stato sconvolto dal successivo articolo di Luca Ricolfi,sostanzialmente favorevole al modello misto proposto da Google e Verizon. Se non avessi una scadenza urgente per un articolo scientifico e nonconoscessi, per esperienza pregressa, quanto poche sono le probabilità cheLa Stampa pubblichi l'articolo di un estremista come me, avrei confutato indettaglio le singole argomentazioni di Ricolfi. Non intendo farlo ora, maagli amici di Nexa vorrei trasmettere una brevissima sintesi del miopensiero. (In particolare, prego Marco Ricolfi di girare al fratello Lucaquesta mia mail, insieme al mio apprezzamento per altri suoi contributi ele mie scuse per questi miei rilievi polemici). Vi sono diritti collettivi e diritti individuali. Certamente anche isecondi sono importanti, ma i primi, secondo me, lo sono molto di più.Giustamente, Luca Ricolfi distingue una "libertà di.." e una "libertàda..". I poveri sono più interessati alla prima; i ricchi alla seconda.Senza pretendere di identificare una scala di valori, per il rispetto che èdovuto a tutte le idee, la differenza della posizione di Ricolfi sullaquestione Google-Verizon rispetto alla mia è la differenza - cosìacutamente analizzata da Norberto Bobbio nel suo mirabile saggio - fra imodelli oggi dominanti della destra e quelli minoritari della sinistra.Grazie per l'attenzione.Raf_______________________________________________nexa mailing listnexa@server-nexa.polito.ithttps://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa_______________________________________________nexa mailing listnexa@server-nexa.polito.ithttps://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa