Kenneth Carter, è un brillante economista, considerato un visionario, che lavorava alla FCC (studi e analisi) nella gestione precedente; poi ha lasciato per trasferirsi in germania  (a colonia) dove lavora con Wik (società di consulenza specializzata nelle tlc, in analisi e modelli economici). I "suoi" temi sono la regolamentazione dello spettro (dalle aste al white spectrum, argomenti di cui è considerato IL guru) alla Net Neutrality (che è la ragione per cui ci conosciamo). 

Nel merito, Ken coglie un aspetto fondamentale che non è stato evidenziato da altri, almeno io non lo ho visto evidenziato: la proposta scellerata Google-Verizon, se implementata cambiebbe la struttura ecomomica della rete: non più bill&keep con accordi di peering (*) creando problematici aspetti monopolistici sulle terminazioni internet. 

Aggiungo un bit alla riflessione: mentre nella telefonia, con le tariffe di terminazione regolamentate ce la si cava, con il traffico dati sarebbe un vero problema, perchè le telefonate sono in qualche modo "quantizzate" in pacchetti G711 (come mattoncini del lego), mentre il traffico dati è un flusso non quantizzato (come un liquido). La cosa creerebbe non pochi problemi regolamentari.

Il suo pezzo (miliare), c'è da scommetterci, non sfuggirà agli ex colleghi della FCC

Taking the Roof off of the Internet « Communications Insights: Trends and Cool Stuff.
http://kennethrcarter.com/CoolStuff/2010/08/taking-the-roof-off-of-the-internet/

ciao, s.
--
www.reeplay.it
www.eximia.it

Il giorno 19/ago/2010, alle ore 18.03, Marco Pancini <pancini@google.com> ha scritto:

Caro Raf,
Sono Marco Pancini di Google. Capisco i tuoi timori ma lasciami ricapitolare
le nostre ragioni (solo per dovere solo di chiarezza).
Questa proposta e' stata formulata da Google e Verizon solo per gli US e
parte dal presupposto che ad oggi non esiste nessuna garanzia di neutralita'
della Rete in quell'ordinamento. Il legislatore che si appresta a
disciplinare questo campo non ha punti di riferimento ed e' sottoposto a
pressioni enormi per lasciare campo libero agli operatori di gestire il
traffico dati wireline e wireless come meglio credono.
Noi pensiamo che la nostra proposta sia un buon punto di partenza per la
discussione per questi motivi:
1) Garantisce la più ampia garanzia di neutralita' per il traffico wireline;
2) Richiede la massima trasparenza a favore degli utenti per ogni politica
di prioritizzazione dei dati e affida alle autorita' di controllo il compito
di punire gli abusi;
3) Prevede un approccio flessibile al wireless ed ai servizi a valore
aggiunto al fine di garantire la continuita' negli investimenti.
Mi rendo conto della delicatezza della questione, ma credo che il dibattito
suscitato dalla nostra proposta abbia il pregio di portare all'attenzione di
tutti il tema della net neutrality, come ha sottolineato sul suo blog
Jonathan Zittrain. Ogni contributo e' il benvenuto.
Con cordialita'.
marco

----- Messaggio originale -----
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it <nexa-bounces@server-nexa.polito.it>
A: nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>
Inviato: Thu Aug 19 11:16:52 2010
Oggetto: [nexa] Google Verizon

  Carissimi,
           Sono terrorizzato dalla proposta Google-Verizon,  perchè
potrebbe rappresentare la fine di un sogno fantastico che immaginavo
eterno.
 Ricordo che nel 1995, quando collaboravo con Olivetti, proposi ai suoi
Capi di introdurre un po' di software libero e un po' di software mio,
entrambi assolutamente gratuiti, in una linea di personal computer - gli
ECHOS - che così sarebbero arrivati al mercato come "aperti ad Internet".
Sarebbe stato sufficiente digitare il numero telefonico di un Internet
provider, come quello del Centro di Supercalcolo del Piemonte che dirigevo
allora, per ottenere immediatamente la connessione in Rete. La risposta dei
Capi fu: "Non c'è futuro per Internet". Probabilmente questa considerazione
rifletteva il pensiero di qualche guru vicino alle multinazionali
dell'informatica, che proponevano, ciascuna, la propria architettura come
soluzione della Rete universale (ad esempio, ricorderete, SNA per IBM, MSN
per Microsoft, DECNET per Digital).
 Non molto tempo dopo le multinazionali  si rassegnavano alla sconfitta e
accettavano il modello universale di Internet. Ora, con la proposta
Google-Verizon, si  tenta di ritornare al 1995. Il frutto meraviglioso di
un enorme lavoro collettivo verrebbe privatizzato.
  Per questa mia convinzione ho apprezzato l'articolo di JC su La Stampa
e  sono stato sconvolto dal successivo articolo di Luca Ricolfi,
sostanzialmente favorevole al modello misto proposto da Google e Verizon.
  Se non avessi una scadenza urgente per un articolo scientifico e non
conoscessi, per esperienza pregressa, quanto poche sono le probabilità che
La Stampa pubblichi l'articolo di un estremista come me, avrei confutato in
dettaglio le singole argomentazioni di Ricolfi. Non intendo farlo ora, ma
agli amici di Nexa vorrei trasmettere una brevissima sintesi del mio
pensiero. (In  particolare, prego Marco Ricolfi di girare al fratello Luca
questa mia mail, insieme al mio apprezzamento per altri suoi contributi e
le mie scuse per questi miei rilievi polemici).
  Vi sono diritti collettivi e diritti individuali. Certamente anche i
secondi sono importanti, ma i primi, secondo me, lo sono molto di più.
Giustamente, Luca  Ricolfi distingue una "libertà di.." e una "libertà
da..". I poveri sono più interessati alla prima; i ricchi alla seconda.
Senza pretendere di identificare una scala di valori, per il rispetto che è
dovuto a tutte le idee, la differenza della posizione di Ricolfi sulla
questione Google-Verizon rispetto alla mia è la differenza - così
acutamente analizzata da Norberto Bobbio nel suo mirabile saggio - fra i
modelli oggi dominanti della destra e quelli minoritari della sinistra.
Grazie per l'attenzione.
Raf
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