Macchine? Mario A. Bochicchio, Simona Corciulo
"Come nelle intuizioni di Čapek, Turing, von Neumann e molti altri, le "macchine" ... Mah, affiancare uno scrittore di opere di fantascienza a due matematici mi sembra azzardato. Riporto le "parole" di Čapek. I ROBOT sono il risultato di un viaggio in tram. Un giorno, per andare al centro di Praga, ho dovuto prendere un tram di periferia che era fastidiosamente affollato. L’idea che le condizioni di vita moderne abbiano reso le persone indifferenti alle più semplici comodità della vita, mi ha atterrito. Erano ammassati lì dentro e persino sugli scalini del tram non come pecore, ma come macchine. È stato in quel momento che ho iniziato a riflettere sugli uomini come se fossero macchine, invece che individui, e per tutto il viaggio ho cercato un termine in grado di definire un uomo capace di lavorare, ma non di pensare. Questa è l’idea espressa dalla parola ceca robot [K. Čapek, Evening Standard, 02.06.1924] Per chi vuole approfondire segnalo l'articolo "I robot di Karel Čapek: 100 anni di metamorfosi. I testi dell'autore su "R.U.R." e i documenti della ricezione italiana negli anni Venti e Trenta" di Alessandro Catalano [1] Antonio [1] http://www.esamizdat.it/ojs/index.php/eS/article/view/87