Come scriveva Calamandrei “sotto il ponte della giustizia passano tutti i dolori, tutte le miserie, tutte le aberrazioni, tutte le opinioni politiche, tutti gli interessi sociali“. Se è vero che la pubblicità e la trasparenza sono fondamentali nel sistema giustizia a garanzia dei cittadini, l’inattesa diffusione sul web delle sentenze senza alcuna cautela a tutela della riservatezza delle parti coinvolte mi pare una sorta di tradimento. Il processo, penale o civile che sia, è un rito necessario: nelle aule di giustizia passa sempre un’umanità dolente che ha cagionato o subìto un torto, e rimette al verdetto, al detto vero, una possibilità di riscatto. È un passaggio obbligato, spesso sofferto, e la magistratura è chiamata a farsi carico, con discrezione, delle più minute e private ingiustizie, per garantire le regole di convivenza. Lo deve fare in nome del popolo italiano, con grande trasparenza, ma non in piazza o in streaming. La pubblicazione della sentenza è prevista nei codici come sanzione per il suo effetto punitivo e deterrente, ma solo per alcuni particolari e tassativi casi. Non può la Cassazione improvvisamente comminare tale pena di default a tutti, vittime, carnefici e testimoni, colpevoli unicamente di esser stati parte di un giudizio, magari svolto 5 anni fa per fatti del secolo scorso...

Ne avevo scritto alcuni mesi fa quì http://www.ilpost.it/carloblengino/2014/08/04/sentenzeweb-oblio-cassazione/ 

C.

In mobilità


Il giorno 16/ott/2014, alle ore 19:56, Guido Scorza <gscorza@guidoscorza.it> ha scritto:

Ciao simone,
questi i due cents che ho scritto l’altro giorno…
http://guidoscorza.nova100.ilsole24ore.com/2014/10/15/la-cassazione-e-online-ma-il-garante-per-la-privacy-frena/



Il giorno 16/ott/2014, alle ore 18:20, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto:

Alla luce della recente lettera pubblica che il Garante Privacy ha
rivolto al Primo Presidente della Cassazione, ho provato a ricostruire
il quadro giuridico del problema "diffusione delle sentenze vs tutela
dei dati personali delle persone menzionate nelle sentenze"... E il
risultato è stato che il quadro non è affatto chiaro.
Ecco la mia riflessione:
http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/2014/10/privacy-sentenza-garante.aspx
Confido in qualche punto di vista interessante da parte degli esperti
di privacy presenti in rete.
Un caro saluto,
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
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