Ciao a tutti,

vi scrivo dal Brasile, per pura coincidenza, ed effettivamente Whatsapp non funziona per via di un ordine giudiziale di sospensione di 48 ore, motivato dalla mancanza di cooperazione da parte di Whatsapp in una indagine penale. 
Per chi volesse, quest'articolo della Folha di San Paulo dà un'idea abbastanza precisa di ciò che sta accadendo:
http://www1.folha.uol.com.br/mercado/2015/12/1719934-justica-determina-bloqueio-do-whatsapp-em-todo-brasil-por-48-horas.shtml

Credo sia importante documentarsi prima di scrivere certe cose. 
Dai messaggi che ho letto dovremmo dedurre che le telco hanno influenza persino sui tribunali brasiliani?
Mi trovo d'accordo con le osservazioni di Stefano Quintarelli.
Ad ogni modo confermo l'efficacia del blocco temporaneo.
Un saluto, G.


Il giorno 17 dicembre 2015 10:03, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Imho penso che l'interoperabilità sia un valore e conseguentemente preferisco chi eroga servizi interoperabili rispetto a walled garden, per quanto dorati.
In definitiva è la stessa ragione per cui ho abbandonato Apple...
Ciao, s.



Il 17 dicembre 2015 12:25:10 "armeo@mail.nexacenter.org" <meo@polito.it> ha scritto:

Penso che alla base dei recenti provvedimenti brasiliani non vi siano
motivazioni politiche o sociali, ma esclusivamente la difesa degli
interessi truffaldini delle telco.
Al proposito vi sintetizzo quanto ho raccontato in un articolo per
Giorgio Giunchi.

La stragrande maggioranza degli uomini che contano in quasi tutti i
paesi del mondo  – ministri, politici, manager, economisti, giornalisti
– crede in unico catechismo, che mi piace chiamare il catechismo del
demonio: “Non avrai altro dio al di fuori del mercato. Privato è sacro.
Libero è bello. Onora la flessibilità... ecc. ecc.” Non ne sono immuni
gli stessi uomini della sinistra che da bambini andavano alle scuole
estive per pionieri di Mosca e oggi sembrano provenire dalla business
school del Michigan.

Quando, qualche anno fa,  qualche ministro privo di senno propose una
delle perle del pensiero dominante - la privatizzazione della Telecom –
furono tutti favorevoli, da ex-pionieri come Dalema a ex-balilla come
Fini. Al sottoscritto che tentava di spiegare in un articolo quanto
sarebbe costata al Paese quella follia, per la prima volta fu negata la
pubblicazione sul suo quotidiano preferito. Il sottoscritto presentò
allora un articolo scientifico dedicato alle economie di scala, ma si
accorsero delle implicazioni economiche di quelle argomentazioni e anche
quell'innocente articoletto per l'inserto scientifico del quotidiano fu
rifiutato. A voce gli spiegarono che la competizione sul mercato avrebbe
giovato ai cittadini in virtù della riduzione dei prezzi.

Oggi possiamo verificare quanto sia truffaldino il pensiero dominante
della competizione sul mercato. Una telefonata di un minuto a un
chilometro di distanza può costare un euro. Un'ora di collegamento in
videoconferenza con l'Australia non costa nulla. Anche accettando
l'ipotesi che il costo industriale di quel minuto di telefonata sia pari
a un euro, il compianto Fabio Neri ha dimostrato che paghiamo un “sms”
centinaia di volte più del suo costo. Per altro, ogni giorno sono
inviati gratuitamente, solo su WhatsApp, trenta miliardi di messaggi
anche video.

Negli ultimi trenta anni le tecnologie dell'informazione hanno
registrato progressi dell'ordine di un milione a parità di costi. E' di
gran lunga la più clamorosa delle rivoluzioni tecnologiche nella storia
dell'Uomo. Come conseguenza, le leggi dell'economia sono cambiate. In
particolare, è divenuto clamorosamente falso il dogma secondo il quale
la competizione sarebbe il motore dello sviluppo. Il catechismo del
demonio è diventato ridicolo. Oggi è la collaborazione  il vero motore
dello sviluppo.

Un'ultima riflessione. Temo che dietro i provvedimenti brasiliani e, più
in generale, dietro molte  bufale del mercato si nasconda la corruzione,
chiara manifestazione del demonio.  E penso che la forza del demonio sia
costituita dall'ignoranza dell'uomo, o meglio, degli uomini che contano.

Raf



Il 17/12/2015 08:44, Stefano Quintarelli ha scritto:
Il caso non è campato per aria
Il servizio di telefonia vocale di Whatsapp che usa il numero di
telefono per identificare gli utenti dovrebbe rispondere ad alcuni
obblighi regolamentari (In effetti anche la messaggistica, ma è meno
netto)
Vedo tre casi (in ordine decrescente di probabilità)
- Whatsapp toglie il servizio voce
- Whatsapp ottempera
- vengono tolti obblighi anche a operatori tlc
Vedremo...


Il 17 dicembre 2015 08:21:44 Anna Masera <masera_a@camera.it> ha scritto:

Vi segnalo questa escalation preoccupante in corso in Brasile, le
telco stanotte hanno ottenuto di far chiudere whatsapp: what else?

Brazilian Judge Shuts Down WhatsApp And Brazil’s Congress Wants To
Shut Down The Social Web Next | TechCrunch


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