Perciò la strada giusta è quella percorsa oggi da Alac, il servizio di Allerta Corruzione di Transparency International che usa un sistema di segnalazione che offre un browser Internet a prova di spione (basato su Tor), attraverso cui navigare Internet e riempire le schede per segnalare casi di corruzione allegando pure documenti scottanti. (https://www.transparency.it/alac/).
Per l’Autorità di Cantone non dovrebbe essere difficile
replicarne il sistema, magari usando una delle tante piattaforme
generate da Hermes, Centro per i diritti digitali
(http://logioshermes.org/) che ha fatto nascere Mafialeaks, per
denunciare fenomeni mafiosi, o Expoleaks per raccontare
l’indicibile degli appalti dell’Expo2015.
Poi, certo, se ci si liberasse dalla retorica della trasparenza
e finalmente si pubblicassero open data (dati aperti) di bilancio
e di spesa di Comuni e partecipate, si approvasse la legge sul
Freedom of information Act (Foia), ancora nei cassetti„ avremmo
fatto un passo in avanti verso una società più libera e più giusta.
Ciao a tutti,
raccolgo l'invito per alcuni commenti sul tema "uso della tecnologia nelle procedure di Whistleblowing per combattere la corruzione" .
Con GlobaLeaks abbiamo avuto diverse esperienze nell'ambito dell'uso di tecnologie per il contrasto alla corruzione sopratutto all'estero, ma qualcosina anche in Italia:
- con giornalisti (vedi https://www.expoLeaks.it / https://irpi.eu/irpileaks)
- con attivisti esperti di Whistleblowing (vedi https://www.transparency.it/alac)
- con la PA facendo più di 10 sessioni di formazione, oltre ad un uso ufficiale di GlobaLeaks come procedura anticorruzione (ma il nome della PA sarà pubblico quando lo annunceranno loro "pubblicamente")
Ritengo che la PA, sia locale che centrale, oltrechè l'autorità nazionale anticorruzione (ANAC) non abbiano la competenze o l'esperienza per affrontare in modo scientifico, oggettivo e professionale il tema del Whistleblowing.
Inorridisco, quando PA centrali nonchè autorità anticorruzione promuovono l'uso dell'email per fare segnalazioni.
Inorridisco, quando viene usato a sproposito il termine anonimato.
Inorridisco, perchè questo comprova ignoranza tanto nel settore del Whistleblowing quanto della comprensione di cosa sia l'anonimato nel mondo digitale.
Ciò di cui non ci si rende conto è che la tecnologia, quando usata in modo adeguato per supportare le procedure anticorruzione può addirittura aiutare a superare le mancanze delle normative (sarebbe complesso dilinguarsi sul come in questa email).
La tecnologia consente di rendere una segnalazione "circostanziata", che significa "eliminare o arginare fenomeni delatori".
E invece osservo PA locali e centrali farsi soluzioni "fatte in casa" senza alcun criterio, citando a sproposito presunti requisiti di crittografia o di anonimato, senza rendersi conto della complessità sottostante.
Noi qui in in Italia facciamo tecnologie opensource a supporto del contrasto alla corruzione che vengono usate all'estero, da noi invece manca la cultura o manca quel nesso di collegamento fra addetti al settore e tecnologhi.
Anche il settore dell'attivismo per la trasparenza merita la sua critica, prevalentemente concentrati sugli opendata e sulla pubblicazione delle informazioni, considerano il Whistleblowing solo quando si parla di Snowden e WikiLeaks.
Il Whistleblowing è un argomento "tosto", un argomento impopolare, un argomento difficile anche culturalmente.
Sarebbe bello se si facesse cultura nell'ambito del Whistleblowing, affrontando l'argomento in modo sereno ma sopratutto competente, con cognizione di causa, di come questo può funzionare coniugato con la tecnologia.
Perchè in Austria on in Kenya l'autorità nazionale anticorruzione riesce a fare un sito web che raccoglie solo segnalazioni "ben circostanziate" mentre da noi vediamo imbarazzanti caselle di posta elettronica "criptate" ?
Intanto sul progetto GlobaLeaks tiriamo dritti per la nostra strada, continuiamo a puntare su partner e utilizzatori prevalentemente esteri, supportare quei pochi lungimiranti italiani (Transparency International Italy e IRPI) e da lì consolidare la conoscenza, migliorare la piattaforma, che poi man mano verrà maggiormente usata anche in Italia.
-- Fabio Pietrosanti (naif) HERMES - Center for Transparency and Digital Human Rights http://logioshermes.org - https://globaleaks.org - https://tor2web.org - https://ahmia.fi
On 12/17/14 1:22 PM, A Dicorinto wrote:
PS: per chi non è abbonato al Manifesto (fatelo per mantenere una testata indipendente), il giornale offre previa registrazione la lettura di 15 articoli gratis al mese.BaciCiao cari--vi segnalo questo articolo su Il Manifesto affinchè lo si possa commentare in lista matteo, Vecna, Naif? - o altrove.
Quali garanzie per le «talpe»
— Arturo Di Corinto , 16.12.2014
Mafia Capitale. Il presidente dell’Autority anticorruzione Cantone: «Tuteliamo chi denuncia». L’invito alla denuncia del Commissario non basta se non vengono prese le necessarie tutele. Manca un’adeguata trasparenza e controllo pubblico sull’operato di chi prende decisioni
http://ilmanifesto.info/quali-garanzie-per-le-talpe/
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