quindi sei d'accordo con  quanto è scritto nell'articolo?

[...]
Per­ciò anche se impor­tante oggetto di dibat­tito il tema di come garan­tire la tutela del whi­stle­blo­wer è ampia­mente sot­to­va­lu­tato e rischia di essere addi­rit­tura controproducente.

Per­ciò la strada giu­sta è quella per­corsa oggi da Alac, il ser­vi­zio di Allerta Cor­ru­zione di Trans­pa­rency Inter­na­tio­nal che usa un sistema di segna­la­zione che offre un bro­w­ser Inter­net a prova di spione (basato su Tor), attra­verso cui navi­gare Inter­net e riem­pire le schede per segna­lare casi di cor­ru­zione alle­gando pure docu­menti scot­tanti. (https://​www​.trans​pa​rency​.it/​a​l​ac/).

Per l’Autorità di Can­tone non dovrebbe essere dif­fi­cile repli­carne il sistema, magari usando una delle tante piat­ta­forme gene­rate da Her­mes, Cen­tro per i diritti digi­tali (http://​logio​sher​mes​.org/) che ha fatto nascere Mafia­leaks, per denun­ciare feno­meni mafiosi, o Expo­leaks per rac­con­tare l’indicibile degli appalti dell’Expo2015.
Poi, certo, se ci si libe­rasse dalla reto­rica della tra­spa­renza e final­mente si pub­bli­cas­sero open data (dati aperti) di bilan­cio e di spesa di Comuni e par­te­ci­pate, si appro­vasse la legge sul Free­dom of infor­ma­tion Act (Foia), ancora nei cas­setti„ avremmo fatto un passo in avanti verso una società più libera e più giusta.

[...]

Il giorno 18 dicembre 2014 18:15, Fabio Pietrosanti (naif) - lists <lists@infosecurity.ch> ha scritto:
Ciao a tutti,

raccolgo l'invito per alcuni commenti sul tema "uso della tecnologia nelle procedure di Whistleblowing per combattere la corruzione" .

Con GlobaLeaks abbiamo avuto diverse esperienze nell'ambito dell'uso di tecnologie per il contrasto alla corruzione sopratutto all'estero, ma qualcosina anche in Italia:
- con giornalisti (vedi https://www.expoLeaks.it / https://irpi.eu/irpileaks)
- con attivisti esperti di Whistleblowing (vedi https://www.transparency.it/alac)
- con la PA facendo più di 10 sessioni di formazione, oltre ad un uso ufficiale di GlobaLeaks come procedura anticorruzione (ma il nome della PA sarà pubblico quando lo annunceranno loro "pubblicamente")

Ritengo che la PA, sia locale che centrale, oltrechè l'autorità nazionale anticorruzione (ANAC) non abbiano la competenze o l'esperienza  per affrontare in modo scientifico, oggettivo e professionale il tema del Whistleblowing.

Inorridisco, quando PA centrali nonchè autorità anticorruzione promuovono l'uso dell'email per fare segnalazioni.

Inorridisco, quando viene usato a sproposito il termine anonimato.

Inorridisco, perchè questo comprova ignoranza tanto nel settore del Whistleblowing quanto della comprensione di cosa sia l'anonimato nel mondo digitale.

Ciò di cui non ci si rende conto è che la tecnologia, quando usata in modo adeguato per supportare le procedure anticorruzione può addirittura aiutare a superare le mancanze delle normative (sarebbe complesso dilinguarsi sul come in questa email).

La tecnologia consente di rendere una segnalazione "circostanziata", che significa "eliminare o arginare fenomeni delatori".

E invece osservo PA locali e centrali farsi soluzioni "fatte in casa" senza alcun criterio, citando a sproposito presunti requisiti di crittografia o di anonimato, senza rendersi conto della complessità sottostante.

Noi qui in in Italia facciamo tecnologie opensource a supporto del contrasto alla corruzione che vengono usate all'estero, da noi invece manca la cultura o manca quel nesso di collegamento fra addetti al settore e tecnologhi.

Anche il settore dell'attivismo per la trasparenza merita la sua critica, prevalentemente concentrati sugli opendata e sulla pubblicazione delle informazioni, considerano il Whistleblowing solo quando si parla di Snowden e WikiLeaks.

Il Whistleblowing è un argomento "tosto", un argomento impopolare, un argomento difficile anche culturalmente.

Sarebbe bello se si facesse cultura nell'ambito del Whistleblowing, affrontando l'argomento in modo sereno ma sopratutto competente, con cognizione di causa, di come questo può funzionare coniugato con la tecnologia.

Perchè in Austria on in Kenya l'autorità nazionale anticorruzione riesce a fare un sito web che raccoglie solo segnalazioni "ben circostanziate" mentre da noi vediamo imbarazzanti caselle di posta elettronica "criptate" ?

Intanto sul progetto GlobaLeaks tiriamo dritti per la nostra strada, continuiamo a puntare su partner e utilizzatori prevalentemente esteri, supportare quei pochi lungimiranti italiani (Transparency International Italy e IRPI) e da lì consolidare la conoscenza, migliorare la piattaforma, che poi man mano verrà maggiormente usata anche in Italia.

-- 
Fabio Pietrosanti (naif)
HERMES - Center for Transparency and Digital Human Rights
http://logioshermes.org - https://globaleaks.org - https://tor2web.org - https://ahmia.fi


On 12/17/14 1:22 PM, A Dicorinto wrote:
Ciao cari--
vi segnalo questo articolo su Il Manifesto affinchè lo si possa commentare in lista matteo, Vecna, Naif? - o altrove.
Baci

PS: per chi non è abbonato al Manifesto (fatelo per mantenere una testata indipendente), il giornale offre previa registrazione la lettura di 15 articoli gratis al mese.

Quali garanzie per le «talpe»

—  Arturo Di Corinto , 16.12.2014

Mafia Capitale. Il presidente dell’Autority anticorruzione Cantone: «Tuteliamo chi denuncia». L’invito alla denuncia del Commissario non basta se non vengono prese le necessarie tutele. Manca un’adeguata trasparenza e controllo pubblico sull’operato di chi prende decisioni

http://ilmanifesto.info/quali-garanzie-per-le-talpe/

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