Il 16/07/2010 14:43, Andrea Glorioso ha scritto:
Pero` mi ha colpito il tuo riferimento alla neutralita` della rete. Una rimozione (o il blocco di connettivita`) in seguito alla segnalazione di un'autorita` giudiziaria o di polizia, o di una parte privata seguendo le procedure del caso, secondo te - e secondo gli altri partecipanti - e` una violazione del principio della "neutralita` della rete"?
Ciao Andrea, premettendo che con "seguendo le procedure del caso" il discorso si amplia talmente da non essere più pertinente al caso in questione, ritorno sullo specifico e alle procedure specifiche a questo caso per tentare di risponderti. Secondo me nel caso specifico la risposta è ovvia ed è sì. Infatti si tratta di una discriminazione preventiva sia contro un servizio legale sia contro dei contenuti legali (in assenza di una sentenza di un magistrato e inaudita altera parte). Per definizione è quindi una violazione della neutralità della rete (lo sarebbe anche togliendo le parole "contro dei contenuti [legali]"). Apro un'altra parentesi: la discriminazione contro il servizio (in spregio ai safe harbour del DMCA) offerto dal gestore della piattaforma che ospitava (peraltro gratuitamente) i 73000 blog e la discriminazione contro i contenuti legali è avvenuta per presunte illegalità di una frazione piccolissima di altri contenuti ospitati in blog indipendenti fra di loro e sui quali il gestore della piattaforma non aveva né obbligo di sorveglianza né possibilità tecnica di sorveglianza; l'unica "colpa" dei blog "legali" è stata di essere ospitati nella stessa piattaforma. Faccio un'analogia non troppo azzardata: sarebbe come se il blog dell'avv. Scialdone (che è su blogspot) venisse fisicamente rimosso, e con lui tutti i blog ospitati da Blogger, e con loro sequestrato il servizio a Blogger stesso, perché una persona qualsiasi su blogspot si apre un blog con dei link a siti torrent o di streaming. Considero una violazione della neutralità della rete (senza dare ad essa necessariamente un connotato negativo, perché certe pratiche antispam potrebbero anche trovarmi d'accordo, così come la rimozione fisica dei siti che ospitano deliberatamente certi contenuti NON generati dagli utenti, vedi paper MOGiS sulla rimozione dei siti che ospitano immagini di abusi sessuali sui bambini) qualsiasi discriminazione contro servizi e/o contenuti e/o applicazioni e/o protocolli, in particolare (ma non limitatamente) quando questi non sono stati giudicati illegali con le dovute garanzie procedurali. Il caso in questione è ancora più significativo perché 73000 blog rimossi insieme alla piattaforma per una manciata di sospetti sono un numero importante e il provvedimento mi appare del tutto sproporzionato e iniquo. Non sono d'accordo sulla mancanza di sostanza dell'articolo: ieri 73000 blog e un servizio legale c'erano, oggi non ci sono più per volere delle autorità americane, senza un processo, senza una prova, senza un diritto alla difesa. Questo è il fatto di sostanza. L'unico per ora ad aver riportato gli unici documenti disponibili del caso è stato TF... per me anche questa è sostanza. Ciao, Paolo