On 05/05/2021 16:47, Angelo Raffaele Meo wrote:
Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di quattro nipotine. Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle sue iniziative scientifiche. Raf
Prof. Meo, con questa conferma d'essere vittima del chilling effect derivante dall'aggressività con cui si è articolata l'intera vicenda Stallman. Ciò, ancor di più, deve portare a riflettere tutti su quanto sia stata (ed è) difficile la discussione conseguente riguardante i metodi di dialettica portati avanti dai promotori dell'iniziativa, e il conseguente risultato di approccio di cancel culture. Purtroppo ci sono decine di persone che conosco che sul tema "non si esprimono" per evitare la ritorsione lessicale / morale. Purtroppo, ho avuto parecchi amici cari "togliermi la parola", perché ho osato esprimere in modo molto civile ma incisivo e ben articolati dubbi sul metodo e sul risultato di tutta la campagna. Purtroppo, questa vicenda ci insegna che nel nostro ecosistema particolarmente progressista e con una scala valoriale tutto sommato abbastanza omogenea e "polarizzata" (in una direzione che, grossomodo ci piace), è più facile trovare e aggredire l'amico vicino per una dissonanza cognitiva che rimanere tutti focalizzati a contrastare il nemico lontano per l'interesse sociale comune. Che tristezza, che autolesionismo consapevole. Fabio