In data martedì 3 aprile 2018 13:25:57 CEST, Giacomo Tesio ha scritto:
Sono assolutamente d'accordo in linea di principio.
Mi chiedo però che implicazioni pratiche abbia questo approccio. C'è un rischio da gestire. Ma, IMHO questo è un vantaggio, un'utile feature del sistema.
Temo infatti che l'umanità non abbia mai fatto i conti con la complessità del software odierno (in grandissima parte evitabile, ma non comunque presente). Parliamo di ordini e ordini di grandezza, semplicemente perché l'immaterialità del software libera i programmatori dalla stragrande maggioranza dei vincoli con cui qualsiasi altra disciplina ingegneristica fa i conti.
Ti faccio i primi due esempi che mi vengono in mente:
1) una persona muore per un baco in una libreria open source utilizzata da un veicolo autonomo
È certamente un problema del proprietario del veicolo. Forse anche di qualcun altro (dipende dalla fattispecie). Ma, in Italia, se il programmatore non ha agito con dolo o colpa grave, non penso ci possano essere problemi per lui.
2) una persona viene discriminata per un baco dovuto ad una interazione imprevista fra una libreria di sistema e un software durante la lettura di un input: un aggiornamento del sistema operativo alla data della discriminazione avrebbe evitato la discriminazione È certamente un problema di chi gestisce il sistema che fa correre quel sw. Forse anche di qualcun altro (dipende dalla fattispecie).
In entrambi i casi, il baco incriminato è un ago in un pagliaio enorme, con la massa del Monviso.
Se subisco un danno, cerco chi gestisce il pagliaio. Il problema di identificare l'ago è del gestore del pagliaio :-)
Rinunciare a ricercarlo equivale ad incentivare l'utilizzo malevolo del informatica.
Personalmente, penso che i bachi vadano cercati con attenzione. IMHO il regime di responsabilità vigente incentiva fortemente chi vuole usare del sw a farlo.
Ma chi paga? Lo Stato? Ovvero la società attraverso le tasse?
Paga chi causa un danno (il proprietario del veicolo, il fornitore del servizio che funziona con il sw, ecc.).
Per questo sostenevo che dovremmo assumere la colpevolezza fino a prova contraria, caricando sulla azienda l'onere di dimostrare la correttezza dei propri prodotti. Così è, in linea di principio.
E poi il sistemista che non ha aggiornato il sistema operativo potrebbe obiettare che il servizio di aggiornamento quel giorno non funzionava.
Questo rischio è un problema per chi fornisce il servizio.
E lo sviluppatore della libreria open source potrebbe obiettare che lui non ha avuto alcun controllo sull'inserimento del proprio codice nel sistema di guida del veicolo autonomo.
È davvero tutto già previsto nella legislazione vigente?
Se sì ne somo felice.
In linea di massima, si. Quando c'è un buco (raramente succede) ci pensano i giudici a colmare il vuoto normativo (anche questo fa parte del buon funzionamento della consolidata tecnologia "giustizia").
Ma... anche solo la prescrizione andrebbe in contrasto con le oggettive esigenze di ricondurre esattamente
Non credo sia un valore la riconduzione "esatta": a volte ci possono essere dubbi, a volte ci possono essere più soggetti responsabili. Questi sono aspetti positivi del sistema, non difetti. m.c.
le responsabilità a fronte di questa complessità...
O sbaglio?
Giacomo