... le mosse di Microsoft in Italia, appoggiate dalla peggior politica degli ultimi 30 anni.
Per ciò che riguarda il software libero (ma non solo) l'atteggiamento è quello raccontato dal prof. Meo "Questo nuovo ministro affermò che la questione non era per lui di nessun interesse, non mi volle ricevere e buttò il rapporto nel cestino." Stesso ministro, stesso modus pensandi et operandi, crisi c'era nel 2008, crisi c'è adesso, con la differenza che ora ci sono un bel po' di quattrini da distribuire. Tuttavia vorrei sforzarmi di essere ottimista. Per esserlo, però, ho bisogno di "numeri", per ragionare, assieme a voi, di ciò su cui possiamo dare il nostro contributo (anche solo teorico). Qual è la situazione attuale dell'open source nella PA. Chi di voi ha dati aggiornati? Io ho questo studio dell'ISTAT [1]. E' parziale (i dati si riferiscono solo alla PA locale), dell'anno scorso (17/4/2000) e con dati di riferimento del 2018, ma meglio di niente. In tre anni tante cose sono cambiate, ma la tendenza, già allora era che il software open source, quel poco adottato, fosse in calo, a favore, non del software proprietario, ma del cloud. E questo è un aspetto su cui riflettere. Le BigTech hanno i cloud, i cloud funzionano (prevalentemente) grazie al FOSS, la PA paga le BigTech e le BigTech non pagano il FOSS. Chissà Kafka come avrebbe romanzato questo paradosso. Antonio [1] https://www.istat.it/it/archivio/241550