Perché lo Stato non deve scrivere software e in particolare non farsi carico di fornire servizi che i privati sono in grado di offrire senza che si verifichino fallimenti di mercato? Perché per definizione il mercato lo sa fare meglio. I diritti si garantiscono attraverso regole e sanzioni. Per quanto riguarda il GDPR, in generale i GAFAM (e per inciso personalmente preferisco non usare un'etichetta che non coglie la complessità del mercato) sono i più attenti a mitigare il compliance risk, visto che gli costa di meno (per ragioni di economia di scala) e rischierebbero di più (per ragioni di fatturato). Se vogliamo favorire le imprese europee (non italiane) ha molto più senso creare le condizioni anche finanziarie (ad esempio accesso al capitale di rischio) necessarie per favorire lo sviluppo pro-competitivo del nostro tessuto economico, non ricorrere a strumenti cripto-protezionistici non più attuali. Roberto On Wed, Nov 17, 2021 at 1:40 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
On November 17, 2021 12:26:12 PM UTC, Roberto Reale wrote:
Il punto è: perché lo Stato dovrebbe scrivere software o implementare servizi?
Perché è l'unico modo efficace che ha garantire i diritti dei propri cittadini, nonché la propria sovranità (ovvero, in Italia, la democrazia descritta nella Costituzione).
Questo non è compito dello Stato ma dei privati.
Posso sapere chi l'ha deciso?
Sono abbastanza certo che chiunque sia, non ha mai scritto una riga di codice in produzione.
In altri termini, non ha la più pallida idea di cosa sia l'informatica.
Allo Stato spetta solo agire in funzione pro-concorrenziale, disegnare e implementare policy in grado di promuovere la partecipazione delle SME agli appalti pubblici.
Perché?
Lo ha vietato Dio in un comandamento che mi sono perso?
Allah? Il Budda?
E in ogni caso in un contesto europeo non è possibile (e nemmeno sensato) dare la preferenza a fornitori italiani.
E non è necessario.
Basta _applicare_ il GDPR ed i GAFAM sono fuori dalla scuola.
Giacomo