Ciao Juan Carlos! grazie dello spunto.. sarà che dedico metà del mio tempo a mappare il fenomeno del tracciamento online, ma ho una spiegazione un po' più cinica ;)

2015-06-03 10:33 GMT+02:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Insomma, gli USA iniziano a dimostrare davvero (con fatti concreti) di aver
capito che dopo l'11 settembre avevano esagerato
mentre allo stesso tempo importanti paesi europei (UK, Spagna, Francia) -
nonostante abbiano subito fatti molto meno gravi dell'11/09 e nonostante
la lezione, appunto degli USA - percorrono sempre di più la strada
del "Patriot Act" (in senso lato).

Oppure, un'altro modo per leggere la situazione, è che in USA si sono accorti che la quantità di dati collezionati dalle aziende private USA supera, qualitativamente e quantitativamente, quello che l'intelligence dell'NSA poteva raggiungere, quindi diventa una spesa che ha un ritorno inferiore, e viene giustamente tagliata. Ed ora la vediamo spendesa come una vittoria politica.

I metadati descrivono una realtà. Questa realtà va estratta analizzando i dati, questa analisi ha un costo e degli studi.

Le analisi di metadati telefonici sono le stesse che potevano essere fatte 30 anni fa. Di che te ne fai del grafo sociale delle telefonate, quando hai Apple, Google, Facebook, Twitter, Palantir ed Amazon che possono darti degli accessi alla bisogna ? 

Ma attenzione! queste grandi corporazioni MAI darebbero accesso a dati personali degli utenti. " loro tengono ai loro utenti ™ ", io parlo solo di quello che puoi derivare dall'analisi di dati non personali. metadati. non protetti da quella tutela in quanto non associati ai tuoi dati personali. (poi ci pensano gli algoritmi a riassociarli, con il 99% di precisione, ad un profilo che puoi essere tu. ma tecnicamente, tu utente non hai dato alcun dato personale, quindi non puoi lamentarti)

Le attività, altrettanto terrificanti, dell'NSA, quelle basata sul minare la sicurezza tecnologica al fine di poterla compromettere remotamente e di conseguenza ignorare le protezioni applicative, quella rimane, sempre più sofisticata, radicata nel processo di sviluppo, ed in mano ad un ristretta elite tecnologica che continua a collezionare potere sotto forma di backdoor.

Questa lettura non tiene in considerazione UK, Spagna e Francia, non so sinceramente se ci si può leggere un disegno quando hai una popolazione che chiede misure di quel tipo.

 

[...]
 
In questo scenario, difendere le libertà fondamentali online
è un contributo (piccolo? grande? non so...)
a evitare - o quantomeno a ritardare - un aumento di barbarie.


In questo scenario, difendere le libertà fondamentali online, è una delle poche azioni che può garantire che nei prossimi 40 anni non saremo il laboratorio di sperimentazione di questo servizi e degli stati che collaborano con loro in via preferenziale. 

Non ci piove, sul fatto che politicamente, debba essere usato come dimostrazione di un'inversione di tendenza. 

Tuttavia temo che questo possa far credere che siamo un pochino più sicuri, quando non è cambiato niente. la sorveglianza si sta aggiornando al pari delle tecnologie. Il Patriot Act era fatto prima degli smartphone, di facebook e di google analytics. 

ciao,
Claudio

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Claudio Agosti - Board Member
HERMES center for transparency and digital human rights
No profit association - http://logioshermes.org - https://globaleaks.org