Ciao Antonio Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes: [...]
Io ritengo sia ora di portare le 2 ore a 4, di cui una espressamente dedicata a Robotica educativa.
qualcosina di informatica prima della robotica :-O ? non so nulla, ma proprio nulla di pedagogia scientifica/matematica ma ho l'impressione che se prima si capisce almeno vagamente il ciclo sensore-processo-attuatore meglio si apprezzano i risultati dello studio della robotica e si aiutano meglio i ragazzi a cancellarsi dalla testa il "retropensiero tecno-magico" il prima possibile (e *magari* a farsi venire la voglia di avere totalmente sotto il proprio controllo la propria "computing agency") comunque sì, la robotica educativa è divertente almeno quanto l'elettrotecnica, la pittura, la musica... scienza e tecnologia interdisciplinari :-D [...]
Non sono un pedagogista ma, imho, i bambini fino agli 8/9 anni sono ancora troppo piccoli per ricevere stimoli utili dall'insegnamento della robotica. La fascia d'età ideale dovrebbe essere quella tra i 10 e i 14 anni.
Non ho idea di quanto siano diffusi questi due progetti che conosco perché me ne ha parlato un mio conoscente pedagogista: 1. https://www.poppy-project.org/en/technologies/ Progetto di software è tutto libero e hardware in CC-BY-SA, finanziato tramite un progetto della commissione EU https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_14_1211 Nasce in ambito accademico https://flowers.inria.fr/ coordinato da Pierre-Yves Oudeyer http://www.pyoudeyer.com/ che studia processi cognitivi per mezzo di tecnologia Questa la pagina dedicata alle iniziative EDU: https://www.poppy-education.org/ 2. https://www.thymio.org/ Un piccolo robot open hardware (https://www.thymio.org/about/, non ho verificato le licenze e i materiali distrubuiti) e che si può programmare con diversi strumenti e linguaggi liberi. Viene usato per queste attività EDU (una anche in Italia): https://www.thymio.org/education/ 3. Infine, sebbene probabilmente per la didattica i robot fisici siano più divertenti, trovo piuttosto interessante anche il simulatore webots http://www.cyberbotics.com/ (licenza Apache2), programmabile in diversi linguaggi di programmazione (ma non Snap! per i più piccoli) Insomma, di lavoro per costruire, distribuire, sviluppare e insegnare con strumenti liberi de ne sarebbe tanto, mi pare Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.