Carlo Carlo,
 
capisco le ragioni di cio' che scrivi, ma non sono totalmente d'accordo.
Ovviamente, non credo che questo sistema sia ideale, per carita'.
Dal Tar non ci si poteva aspettare altro perche' le scelte legislative le fanno il Parlamento e, vista la parziale cessione di sovranita' all'UE, in questo ambito, le istituzioni europee.
Qui il decreto Bondi ha fatto delle scelte indotte in larga misura dalla disposizione di legge che intendeva aggiornare, prendendo a modello le nuove modalita' di copia privata e prendendo atto del sostanziale non uso delle misure di protezione tipo DRM, cui la direttiva fa riferimento per obbligare i legislatori nazionali a rimuovere il balzello quando la copia e' monetizzabile o controllabile attraverso una licenza (e' questo il concetto base).
 
Il diritto d'autore viene qui ridotto e/o degradato a una sorta di contributo di solidarieta' o addirittura a un'elemosina (da garanzia di liberta' e emancipazione dei creatori e di chi investiva nella creazione di contenuti, come era e doveva restare). Sembra inevitabile che con lo sviluppo vertiginoso delle tecnologie debba farsi ritorno al mecenatismo o alla benevolenza delle societa', come giustamente scriveva Luca De Biase. Un ritorno indietro all'epoca pre-Rivoluzione francese..
 
Non guarderei a tutto questo fenomeno nell'ottica del solo consumatore-utente finale (graziato per un verso dalla gratuita' di fatto dei contenuti digitali; tormentato e vessato, dall'altro verso, per i balzelli che paga). Guarderei anche e soprattutto al rapporto tra industrie, e all'ingiustificato arricchimento che obiettivamente si crea senza la remunerazione dei contenuti prodotti professionalmente (non i contenuti amatoriali) a favore di tutti quei soggetti che oggettivamente ne beneficiano, e cioe' i settori dell'information and communication technology. Tra l'altro, rifletterei anche sul fatto che in Europa l'equo compenso e' sopportato in vari casi dai produttori di hardware e supporti registrabili, e non scaricato sul prezzo pagato dai consumatori, al fine di mantenere i prezzi uniformi nel mercato europeo. Varrebbe la pena verificare questo aspetto secondo me.
 
Insomma, a mio parere la situazione e' piu' complessa di quella che e' stata qui prospettata.
E poi condivido il post di Maurizio Borghi di qualche giorno fa sulla "civilta'" della copia privata di origine teutonica (ovviamente dando la colpa ai tedeschi avevo anch'io voglia di scherzare).
 
Cari saluti a tutti,
G.


 
Il giorno 05 marzo 2012 09:49, Blengino <blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:
A me pare invece proprio brutta (per quanto fosse difficile pretender altro
dal TAR)

Qualche considerazione in più l'ho fatta anch'io, su IlPost:
http://www.ilpost.it/carloblengino/2012/03/05/apple-e-samsung-perdono-sulleq
uo-compenso-e-noi-paghiamo/


-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Guido Scorza
Inviato: domenica 4 marzo 2012 12.57
A: Luca De Biase
Cc: nexa@server-nexa.polito.it; Maurizio Borghi
Oggetto: Re: [nexa] Tar Lazio - Equo compenso - lettori digitali

A me sembra che la Sentenza sia brutta ma non bruttissima e che, a questo
punto, molto dipenda da quanto si riuscirà ad imporre a SIAE di esentare
almeno gli imprenditori ed i professionisti.

Convinto che poi vada impugnata.

Ma due cents sono qui (un commento che vola decisamente basso rispetto alle
stimolanti considerazioni di altri di questa mattina):
http://www.leggioggi.it/2012/03/04/l’equo-compenso-e-un-balzello-legittimo-m
a-non-per-gli-imprenditori/

Un abbraccio e buona domenica a tutti

gs

Il giorno 04/mar/2012, alle ore 11:11, Luca De Biase
<luca.debiase@ilsole24ore.com> ha scritto:

> ciao a tutti!
>
> non sono certo un giurista e non entro ovviamente nel merito della
sentenza. Ho però pensato che il principio dell'equo compenso sia
interessante soprattutto se inserito in una logica di sviluppo sistemico.
>
> Mi pare che, visto che l'equo compenso viene pagato da una collettività
diversa da quella che usa la memoria per registrare opere soggette a
copyright, questo principio è più compatibile con un futuro dell'editoria
sostenuto dalla benevolenza della società che dal mercato.
>
> Se gli editori vorranno tornare ad avere un futuro di mercato dovranno
ritrovare una forma di leadership tecnologica, oltre che di attenzione al
diritto d'autore.
>
> Per non allungare troppo la mail e nella speranza di imparare qualcosa dai
commentatori, segnalo che ho scritto alcuni appunti disordinati su questo
esercizio logico nel mio blog:
http://blog.debiase.com/2012/03/tar-del-lazio-equo-compenso-e.html
>
> grazie per questa preziosissima lista
>
> Luca
>
>
>
>
>
> Il giorno 04/mar/2012, alle ore 10:52, Marco Ciurcina ha scritto:
>
>> In data domenica 4 marzo 2012 08:47:17, Alessandro Enrico Cogo ha
scritto:
>>> Il fatto che i denari così raccolti siano destinati ad autori ed
artisti,
>>> senza possibilità che li cedano ex ante ai loro aventi causa, un po' mi
>>> consola…
>> anche a me.
>> anche per il file sharing dovrebbe essere così.
>> questo dissolve il falso argomento delle multinazionali per le quali il
file
>> sharing danneggia gli autori.
>> IMHO il file sharing con equo compenso agli autori *incedibile* a
produttori e
>> distributori è la strada giusta per incentivare creatività e cultura.
>> m.c.
>>
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Giuseppe Mazziotti
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