Ciao Giuseppe, On Mon, 30 Jan 2023 11:00:44 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
L’analisi non tiene conto del meccanismo delle aste con cui oggi si pagano le inserzioni pubblicitarie
Vero, perché la mia analisi non si limita alle ricadute economiche del controllo dei dati e dunque al loro valore "economico". Ho parlato espressamente di "valore d'uso" come fattore moltiplicativo dell'efficacia nella manipolazione di una popolazione. Si tratta di una forma di POTERE nuova, una leadership senza leader visibili a cui chiedere conto. Poi sì, la ricaduta economica di questo potere è minima: come dico sempre i fatturati di aziende come Google o Facebook sono irrilevanti a confronto del potere di cui dispongono grazie ai dati che hanno raccolto fin ora. Purtuttavia, minimizzare i costi della manipolazione ed aumentarne l'efficacia sono due facce della stessa medaglia: ricorda, Google non seleziona solamente chi deve vedere un determinato Ads, ma anche quali Ads (o risultati di ricerca, o notizie etc...) ciascun navigatore deve vedere. E lo fa costantemente, non solo per ragioni economiche, ma politiche.
Il valore del dato di ciascun singolo è irrilevante rispetto al complesso.
Questo è certamente vero, perché il complesso cresce appunto in modo esponenziale con ogni bit raccolto su tutti gli altri. Tuttavia, ogni nuovo bit raccolto su un individuo duplica l'efficacia delle manipolazioni cognitivo-comportamentali che Google può attuare su quell'individuo (e su tutti coloro che sono simili a lui rispetto alle dimensioni via via rilevanti). In altri termini, ogni nuovo bit raccolto su una persona da Google riduce la libertà di pensiero di quella persona quanto tutti i bit raccolti in precedenza su di lei (o su chiunque sia simile sotto le dimensioni rilevanti). Hai ragione: questa riduzione di libertà è minima se paragonata con quella complessivamente applicata all'intera popolazione sorvegliata. Ovvero, il potere POLITICO di Google è infinitamente superiore rispetto a quello coercitivo che può applicare ad un singolo individuo. Ma ciò non significa che il prossimo bit che Google raccoglierà su di te non ti danneggi gravemente, tanto più se di dati personali ne ha già raccolti tanti. Che poi questo danno sia difficile da quantificare economicamente, soprattutto con modelli primitivi come quelli attuali che non rappresentano la sua crescita esponenziale, è un discorso diverso. D'altro canto, se anche fosse lecito pagare per usare una persona (ovvero per imporgli la propria volontà, come con la pubblicità subliminale) ad un valore d'uso a crescita esponenziale dovrebbe corrispondere una retribuzione a crescita esponenziale. Solo così il compenso potrebbe essere equo. Al primo bit mi paghi un centesimo. Al secondo 2. Al terzo 4. Ma al centesimo bit mi dovrai pagare 2^99 centesimi. A quel punto però, dubito che esistano abbastanza soldi sul pianeta per ripagare il prossimo nuovo bit che Google acquisirà.
L'unico modo democratico di gestire i dati personali e minimizzarne la diffusione, vietarne la raccolta e limitarne al massimo la ritenzione, punendo con il carcere chiunque effettui e/o faciliti la manipolazione di una o più altre persone.
Un po’ estremo: vietarne la raccolta bloccherebbe anche servizi cruciali come il servizio sanitario.
Beh, dipende. I miei dati personali sanitari potrebbero essere salvati su un MIO disco cifrati con una chiave pubblica che solo io o i miei cari possiamo decifrare per fornirne accesso ai medici. Tutto sta nel mettere in discussione l'architettura amministrativamente centralizzata del cloud (che poi è operativamente federata per ovvie ragioni di latenza lo stesso). D'altro canto, a ben guardare nessuno (o almeno, non io) vuole mettere in discussione l'importanza di sistemi di fiducia quali il rapporto medico-paziente: mi fido abbastanza poco di chi promuove sistemi "trust-less". Si tratta però di rendere l'uso della fiducia ricevuta trasparente (poter cioè verificare puntualmente e chiaramente come l'hai usata) e facile da riattribuire: se posso toglierti fiducia con un click perché hai abusato dei dati che ti ho fornito e mi è facile scoprire che ne hai abusato, avrai un ottimo incentivo a non abusarne. Siamo però lontani anni luce da un sistema del genere, anche solo perché invece la fiducia "a scatola chiusa" e "vincolata" tramite lock-in o pratiche simili è notoriamente una forma di potere cui molti ambiscono e pochi sono disposti a rinunciare. Quindi al momento è importante minimizzare l'accumulo e l'uso dei dati. Si potrebbe vietarli in generale e autorizzare puntualmente per legge _specifici_ trattamenti nell'interesse della persona, ma solo con le necessarie garanzie tecniche. Giacomo