Un'interessantissima presa di posizione dell'Internet Architecture Board, commentata da uno degli autori: https://www.mnot.net/blog/2020/08/28/for_the_users L'RFC è qui: https://www.rfc-editor.org/rfc/rfc8890.html Meritano entrambi una lettura attenta. Il principio "rough consensus and running code" è di per sé insufficiente a tener testa al potere (i "kings and presidents") di questa epoca per il semplice fatto che le aziende che lo detengono, dispongono di lobbisti per produrre consenso e programmatori per produrre il codice. QUIC (su cui verrà basato HTTP/3), cui lavora lo stesso autore, è un esempio: risolve problemi che esistono esclusivamente su scala planetaria, in aziende come Google, Amazon e Microsoft, ma rende molto più complesso implementare server indipendenti che lo supportino. L'RFC poi propone cone modello di successo Web: la competizione al servizio degli utenti degli user agent (aka browser) permetterebbe di servirli meglio. Solo un breve accenno viene fatto alla realtà fattuale: aumentando enormemente la complessita di Chrome, Google ha spazzato via la concorrenza (proprio come spera di fare con QUIC sui server). "Rough consent and running code" è dunque un principio che di per sé facilita il consolidamento del potere. La scelta del termine "end users" poi, è così limitante da richiedete una lunga chiarificazione del concetto nel RFC. "The Internet is for every human" sarebbe stato più chiaro... e più impegnativo. D'altro canto, accettare consapevolmente la responsabilità politica dell'architettura di Internet è un serio passo avanti. Giacomo