Ciao Giacomo, Marco ed Adrea

Penso che qualcosa si stia muovendo, c'è perlomeno una diffusa consapevolezza dei problemi a cui vi riferite (digital divide, inclusion equity, privacy, onwership ect.). Idee per una soluzione che include macro-obiettivi ed indicatori di sistema, su carta ci sono. 
Europe’s Digital Decade: digital targets for 2030 | European Commission (europa.eu)

Trovo sempre illuminanti i post di Marco, complimenti:-)!

Certo, il diavolo è nei dettagli ma è a livello di sistema che si devono definire le condizioni e le regole del gioco. Ci sono segnali di "vita".

Non penso che sia realistico pensare che gli attuali big nei prossimi 5-10 anni, tempo nel quale la nuova idea di digitale/internet si dovrà formare, andranno a sparire, in tal senso penso che si debba ragionare anche con loro. Ma penso anche che i big come Amazon hanno un fattore così distorsivo che mi aspetto a breve, soprattutto in America, che vengano presi provvedimenti seri a riguardo. Ma non butteri il bimbo con l'acqua sporca, diciamo. C'è un know-how, infrastruttura, capacità innovativa, etc. che va re-indirizzata per diversi scopi. 

A presto, Alessandro

On Mon, 20 Dec 2021 at 23:36, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Ciao Alessandro e Marco,

On December 20, 2021 8:02:14 PM UTC, Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com> wrote:

> Alla fine bisognerà scendere a patti con loro e trovare soluzione con i
> "big", non vedo alternative.

Il topo non può scendere a patti col gatto.
Il gatto invece è felicissimo di giocare col topo.

Ma è ovvio che dalla pancia del gatto, il topo non può vedere alternative. ;-)


> Ma c'è una questione più ingegneristica che mi gira nella testa... ma come
> è possibile pensare di "scalare" le soluzioni presentate nel video senza
> che i "giganti del web".ne prendano parte o addirittura il controllo, di
> nuovo?

Vi sono molti modi, ma tutti richiedono investimenti.

Anzitutto serve una maggiore cultura informatica diffusa.

E per questa bisogna investire in educazione informatica seriamente.


Poi servono reti in fibra a basso costo con banda simmetrica, in modo che ospitare
server familiari, condominiali etc sia tecnicamente fattibile.

E servono (urgono!) leggi che vietino il trasferimento di dati personali fuori dal
domicilio senza l'esplicito consenso, pacchetto per pacchetto, dei datasubject coinvolti.

Urgono perché con il 5g i dispositivi smart potrebbero chiamare casa senza bisogno
di passare per un firewall domestico

Ma servono anche investimenti in datacenter (aka "cloud locali" ;-) per le PA.

E servono investimenti in sviluppo software per realizzare nuove architetture distribuite resilienti.


A questo ultimo proposito vorrei farvi notare che i bigtech hanno sviluppato il software
che hanno in poco più di 20 anni.

E nel frattempo sono nate moltissime alternative libere o almeno open source.

Alternative che loro hanno integrato nelle proprie codebase ex post.

Google oggi ha circa 150.000 dipendenti [1] una parte dei quali sono ingegneri.
10 anni fa ne aveva meno di 40.000 e 20 anni fa meno di 5.000

Di quanti ingegneri potrebbe disporre uno stato come l'italia?
E l'Europa?

E di che leva disporrebbero questi ingegneri nel 2021 (se non si facessero abbindolare
dalle mode tecnologiche del momento)?

Sostenere che i BigTech abbiano un vantaggio tecnologico irrecuperabile è ridicolo.
Non sono solo recuperabili, ma superabili!
E loro... lo sanno!

L'unico loro enorme vantaggio consiste nel potere a crescita esponenziale che traggono
dai dati che hanno raccolto e raccolgono.

Ma è un potere che sarebbe facile ridurre, per uno stato.
Le leggi ci sono già. Basta la volontà politica di applicarle.


> Per me, che mi ostino a credere che i fatti e
> misfatti umani sono sempre riformabili

Vero.

Ogni tanto però ci vuole una guerra per riformare certi misfatti.

Ed in effetti una guerra è già in corso.
E noi stiamo perdendo a tavolino.

Preferirei che iniziassimo a combatterla anche noi su un piano culturale e tecnologico
prima che si sposti definitivamente sul piano fisico.

Ma in guerra bisogna aver chiaro chi è il nemico... e togliersi dalla linea di tiro delle sue armi.

Noi invece lo giustifichiamo. Lo razionaliziamo. Lo tolleriamo.
In nome del libero mercato, della meritocrazia o balle simili.

"È così comodo!" "Lo usano tutti!" "Funziona meglio!"
"Le alternative costano troppo!" [2]


Giacomo

[1] https://www.macrotrends.net/stocks/charts/GOOGL/alphabet/number-of-employees

[2] afaik, tutti i fornitori di connettività internet forniscono una casella email.
Se hai una adsl a casa, probabilmente Gmail non ti serve.

Post scriptum:

> E qui Marco dovrebbe essere lo stato/public polices ad intervenire, per
> garantire accesso a dei servizi che ritengo essenziali non solo per
> l'individuo ma per l'intera società x prevenire radicalizzazioni su base
> non fattuale/scientifca di ogni sorta e genere...

Vi pregherei di non ricondurre tutte le scelte diverse dalle vostre all'ignoranza.

Talvolta tale riduzione è corretta.
Spesso non lo è.


Anche se lo fosse, dobbiamo imparare tutti a rispettare i diritti altrui anche quando
il loro esercizio ci infastidisce.

Ma paradossalmente, i "no-vax" in questo momento presidiano la nostra libertà
a rischio anzitutto della _propria_ salute.

Per contro, chi usa gmail (e whatsapp etc...) la danneggia gravemente (peraltro
pagando un prezzo esorbitante... di cui non è consapevole)

Solo che i primi hanno i media contro, i secondi a favore.

Le opinioni dei primi sono denigrate come ignoranza a prescindere, mentre
quelle dei secondi (frutto di ignoranza informatica facilmente misurabile)
sono trattate come "normali", e vengono denigrati come paranoici coloro che,
con maggiore cultura informatica, vi resistono.