Ciao Beppe, Il 19 Luglio 2023 10:45:51 UTC, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
Magistrale. In particolare sono convinto della necessità di scoraggiare il business model dei servizi gratuiti finanziati con la pubblicità, introducendo una tassazione altamente progressiva dei ricavi pubblicitari, come propone il nobel Paul Romer.
So I am actually quite favourable, […] to a digital ad tax that creates more openness for alternative business models based on things like Wikipedia or subscription models in the online space.
Purtroppo non è sarà mai sufficiente a scoraggiare la sorveglianza e la manipolazione di massa. Aziende come Google o Microsoft pagherebbero qualsiasi cifra pur di poter controllare coloro... che possono decidere quanti dati possono raccogliere o quante tasse devono pagare. Un errore comune quello di Acemoglu, ampiamente fruttato da Google&friends: pensare che il loro potere politico ("social power" lo chiama) sia un effetto del potere economico accumulato, come avveniva per i grandi monopolisti del '900. Invece per queste aziende è vero il contrario: il loro immenso potere economico non è che una proiezione sulla dimensione economica del loro straordinario potere politico, ovvero della loro capacità di controllare individualmente il comportamenti di miliardi di individui. Un potere enorme nascosto in bella vista: è dal successo di tali condizionamenti (gli Ads) che dipende la loro ricchezza enorme. Non basterà la tassazione per "disincentivare" questo potere. Bisogna riconoscerne la pericolosità, l'incompibilità sia con la libertà individuale, che con la democrazia... e stroncarlo. Tassarlo è pericolosissimo. Da un lato si legittima la manipolazione cognitiva di miliardi di persone come se fosse un lavoro onesto. Dall'altro si rischia di rendere lo Stato dipendente da quelle entrate, rendendo ancora più difficile liberarsene. Infine c'è il rischio che lo Stato stesso inizi a collaborare alla manipolazione dei propri cittadini. Comprendo le buone intenzioni e i modelli economici dietro questo tipo di proposte... ma sono inapplicabili alla realtà di questo secolo dominato dalla cibernetica. Giacomo