Buongiorno, non avete idea di come mi piaccia la metafora della caldaia per il riscaldamento, con tutti i limiti del parallelo tra "fisico" e "cinernetico"; ma arriviamoci per gradi... Sì, il self-hosting oggi (e per un po' ancora) non è per tutti ma: 1. dobbiamo fare di tutto perché sia possibile farlo per chi desidera "sbattersi"... e NON è così NEMMENO per chi vende hosting professionalmente, ci sono una VALANGA di ostacoli perché.... il software e i computer NON sono una tecnoclogia normale (o normalizzata se volete) 2. pian piano si può collaborare per arrivare a renderlo sempre più accessibile, MAGARI investendoci sopra anche due euro, tipo come se fosse un'infrastruttura gestita per il bene comune (e sulla quale chi vuole commercializzare hosting lo può fare ad armi pari, senza evidenti handicap). ... altrimenti tra 20 anni saremo ancora a questo punto o più o meno peggio. Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> writes: [...]
Il punto è, però, quanta e quale informatica insegnare, e per farci cosa?
Io per adesso mi "accontenterei" di iniziare a concordare sul fatto che l'informatica, assieme allo scrivere/leggere e far di conto, deve far parte delle conoscenze "general purpose" delle persone e NON è conoscenza da lasciare agli specialisti, tipo l'idraulica. Invece: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Il cittadino medio non distingue la tecnologia dalla magia (Clarke, [...]) e, sempre metaforicamente parlando, si "destreggia" come se ragionasse così: - ho mal di denti - sarà una gomma sgonfia - vado dal commercialista --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (https://archive.org/details/cittadinanza-digitale-tecnocivismo-libro/page/29...) Secondo me di informatica ce n'è una sola e su come e quanta insegnarne come competenza di base tu Enrico e altri tuoi colleghi avete già progettato molto e molto bene come farlo.
Consideriamo la matematica. Quanti di quelli che pure l'hanno studiata per 13 anni nelle scuole sono poi in grado di calcolare correttamente una percentuale inversa? (Se X è Y% di Z quanto vale Z?) Oppure una media aritmetica? Certamente il modo perverso con cui la matematica viene insegnata ha le sue colpe
Io non lo so di chi sono le colpe ma se è vero - come temo - che troppe persone non hanno un senso minimo delle proporzioni, degli insiemi, di logica e di "problemi di ordine informatico", allora abbiamo un serio problema di cittadinanza. [...]
Come questo è vero per la matematica, è vero anche per l'informatica, entrambi strumenti mentali "general purpose".
Esatto, per questo abbiamo un serio problema di cittadinanza. [...]
Certo, potremo avere in casa il server personale di posta elettronica (e lo ritengo anche auspicabile per molti motivi), ma solo se la sua gestione/manutenzione - in generale, parlando della massa - è affidata a tecnici. Come accade per la caldaia del riscaldamento: ognuno può avere la sua, ma una volta l'anno o in caso di problemi, chiama il tecnico per la revisione/manutenzione.
Quando i computer saranno "ferro aperto" come le caldaie per il riscaldamento [1] invece di un tecnico per la manutenzione di ogni singolo servizio erogato dal computer [2], ogni utente avrebbe a disposizione centinaia di tecnici a lui ignoti che manutengono la distribuzione di software libero che utilizza per istanziarli; egli dovrà "solo" imparare a dichiarare i parametri come fa con le "manopole" della caldaia [3], *magari* attraverso una comoda interfaccina webbica (erogata da un servizio che funziona _localmente_, vi ricordate webmin?) che "traduce" i parametri dell'utente in un EDSL (embedded domain specific language) orientato alla configurazione del software... magari compresa la programmazione settimanale della caldaia smart, del condizionatore smart, delle luci smart... :-) Un tentativo di questo approccio lo stanno provando con NixOS e con Guix, anche se per ora l'interfaccia web (o GUI) manca completamente e l'utente è costretto a configurare i servizi usando un EDSL specifico (nemmeno troppo difficile)... sempre che i tecnici manutentori della distribuzione abbiano creato "la ricetta" per istanziare il servizio che serve all'utente [4]. Per una configurazione "point and click" dei servizi bisogna ancora attendere che qualcuno riesca a *digerire* e tradurre in pratica esperimenti tipo quello che un fuori di testa... ehrm intendevo genio come Joey Hess mostrò alla DebConf17 per il suo sistema di configuration management Propellor: https://debconf17.debconf.org/talks/21/ (dal minuto 10:00) Ovviamente tutto questo funziona se e _solo_ se l'interfaccia grafica o web viene per ultima (semmai proprio servisse) e ci si concentra sulla solidità del EDSL *e* sulla disponibilità dei servizi da istanziare dichiarativamente; pensate a un "coso" che contiene i parametri di configurazione del proprio client email ed è in grado di istanziare un client già bello e configurato a scelta tra Thunderbird, Kmail, claws-mail o altri, senza dover riscrivere i parametri ad ogni installazione. Non si può appificare proprio tutto tutto, anzi sarebbe meglio de-appificare casomai. Saluti, Giovanni. [1] tranne che poi ti fregano inserendo software proprietario che funziona solo via app, impedendoti di avere uno scaldabagno che usi un po' come ti pare e che per accendere devi installare l'app da QUEL Player, app che invia il comando a un server cinese che poi contatta lo scaldabagno e se tutto va bene alla fine esce l'acqua calda... sempre se nel frattempo qualcuno non abbia deciso di dismettere il server cinese. Stessa cosa per accedere le luci, stessa cosa per accendere lo stereo... [2] il tecnico dell'email, il tecnico del software di contabilità, il tecnico del browser... [3] tranne essere costretto a chiamare i tecnico della caldaia per impostare la temperatura per ogni periodo del giorno/settimana perché il menù del display non è intuitivo per nulla e il libretto di istruzioni fa schifo [4] altrimenti l'utente può pagare qualcuno che lo faccia al posto suo o imparare a implemnetare il servizio con i tool di sviluppo messi a disposizione dai progetti citati [...] -- Giovanni Biscuolo