Caro Giacomo, grazie per la reazione. Visto però che la lista è pubblica e a future memoria, permettimi di osservare che sei tu, non io, che dici che "abbiamo bisogno di regole specifiche che vietino le condizioni che producono questo potere". :) Dal mio punto di vista le dinamiche in oggetto sono molto complesse e non è assolutamente detto che la regolamentazione sia la soluzione idonea, anche perché le leggi poi devono essere monitorate e applicate, il che è molto meno banale di quanto normalmente si ritenga. Ciao, Andrea On Tue, Apr 23, 2019 at 11:22 AM Giacomo <giacomo@tesio.it> wrote:
On April 23, 2019 3:53:22 AM UTC, Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Caro Giacomo,
On Mon, Apr 22, 2019 at 2:58 PM Giacomo <giacomo@tesio.it> wrote:
Se vi fossero 1000 aziende in competizione nel settore della pubblicità personalizzata senza posizioni dominanti e i dati fossero condivisi fra queste attraverso una associazione di categoria senza scopo di lucro, l'anti trust non avrebbe nulla da obbiettare, mentre per cittadini e democrazia non cambierebbe nulla.
Su cosa basi questa tua affermazione?
Non mi pare che le regole dell’UE applicabili alle fusioni e/o ai cartelli escludano a priori lo scenario da te ipotizzato, nè mi risulta giurisprudenza in materia.
Buona obbiezione.
Hai ragione: lo scenario è totalmente ipotetico e non esiste un caso specifico a dimostrare la mia interpretazione.
Tuttavia il mio ragionamento è semplice (e spero non semplicistico): l'antitrust interviene solo se c'è un problema di mercato, come un cartello o un oligopolio o qualsiasi altro sistema che possa creare posizioni dominanti con problemi effettivi per le altre aziende o per i consumatori. Questo per realizzare l'ideale della concorrenza che aumenta la qualità dei prodotti e ne riduce i prezzi a vantaggio del consumatore.
Nei sistemi di cui stiamo parlando, gli utenti sono milking cow da cui estrarre informazioni. Le informazioni non sono quantificabili (i dati lo sono, ma la loro relazione con l'Informazione è... complessa) per cui sono inadeguate cone misura di prezzo. Non possiamo dire che quanto il prezzo del motore di ricerca Google è maggiore del motore di ricerca DuckDuckGo. Inoltre mentre l'acquisto di un prodotto o servizio comporta una scelta cosciente di pagamento dello stesso, il pagamento sotto forma di dati è inconsapevole (e forse proprio per questo andebbe vietato).
Comunque è per questo che non ritengo il diritto della concorrenza adeguato a regolamentare la comunicazione (come la chiama Marco) o l'informazione.
Bisogna poi anche fare attenzione a non trasformare il diritto della concorrenza in una sorta di coltellino svizzero per tutti gli usi.
Esatto.
Nom è adatto a regolamentare l'accumulo e la privatizzazione dei dati, delle informazioni che rappresentano, della Conoscenza che queste producono e del Potere che tale Conoscenza costituisce.
Come dici, abbiamo bisogno di regole specifiche che vietino lo condizioni che producono questo potere.
A presto!
Giacomo
-- -- Andrea Glorioso Twitter: @andreaglorioso Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro