Vantin, stracondivido tanto che nei giorni scorsi in questo pezzo su Punto (http://punto-informatico.it/2741016/PI/Commenti/hadopi-governo-avvisato-mezz...), a proposito di hadopi - ma il concetto è naturalmente esportabile - al telecom package, avevo, tra l'altro, scritto: 3. Internet strumento di diritti civili e politici Il Codice dell'amministrazione digitale e l'incredibile apparato normativo - probabilmente persino sovradimensionato rispetto agli obiettivi perseguiti ed alle reali possibilità di raggiungerli - varati negli ultimi anni in vista della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione hanno posto le risorse telematiche e gli strumenti informatici al centro dei rapporti tra amministrazione e cittadini e li hanno resi strumento privilegiato - e in alcuni casi esclusivo - di esercizio di taluni diritti civili e politici. Nei prossimi anni auspicabilmente il dialogo tra PA e cittadino avverrà esclusivamente online. In tale contesto è evidente che in nessun caso l'irrogazione di una sanzione per omessa vigilanza delle proprie risorse di connettività potrà comportare per un intero nucleo familiare l'impossibilità di esercitare - per un periodo più o meno lungo di tempo - i propri diritti civili e politici. Sembra evidente ma, considerata l'ostinazione di molti nell'esigere soluzioni stile HADOPI, giova ribadirlo che non si può, in Italia, nel 2009, precludere a tutti i membri di una comunità più o meno ampia che condividono una medesima risorsa di connettività di richiedere un certificato anagrafico o di prenotare un esame medico solo perché uno di loro è sospettato di aver scaricato un film di troppo via peer to peer. La proprietà intellettuale costituisce - come ho già scritto - un pilastro insopprimibile della società dell'informazione, ma i diritti civili e politici vengono prima. Buona giornata e speriamo che vengano tempi migliori, G. Marco Ciurcina ha scritto:
In data giovedì 5 novembre 2009 09:38:32, Dott. Valentin Vitkov ha scritto: : > Bisogna riflettere molto su queste "misure", se si tiene conto del
progressivo processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadino. Parte integrante e non trascurabile di questo processo è l'uso sempre più pervasivo della posta elettronica certificata (obbligatoria per imprese e professionisti, con caselle di posta elettronica certificata offerte gratuitamente ai singoli cittadini), con sicuri effetti giuridici collegati all'invio delle comunicazioni elettroniche. Il punto è che, guarda caso, presupposto per l'uso della posta elettronica certificata, da parte di imprese, professionisti e cittadini, è proprio l'accesso alla rete. Ciò vale per il singolo, ma a maggior ragione per una pluralità di soggetti che condividono lo stesso accesso (imprese, studi professionali associati, famiglie). grande valentin ! questo è un argomento magnifico ! :-) m.c.
A presto, V
Il giorno 05/nov/09, alle ore 01:39, Paolo Brini ha scritto:
http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4188
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