Buongiorno Dino, grazie mille per il suo intervento! da osservatore informato sui fatti [1] e "praticone" di cittadinanza digitale mi permetto un commento "Ing. Dino Bortolotto" <d.bortolotto@infotechsrl.it> writes: [...]
Ho scorto diversi scambi riguardanti la diatriba tra infrastruttura in mano ai privati e infrastruttura in mano pubblica
ultimo dei quali il thread "Critica della rete pura..." [2] (lo annoto per collegare i due thread)
, come se queste fossero le uniche due opzioni sul terreno, entrambe partono dal presupposto che le infrastrutture debbano essere gestite, pianificate, finanziate SOLO ed esclusivamente in modo centralizzato.
a me non piace la contrapposizione pubblico/privato, parlerei piuttosto di bene comune contro bene *privatizzato*; sono convinto che il privato _debba_ partecipare alla costruzione e mantenimento di un bene comune, ma questo può funzionare _solo_ se il mercato di quel bene _non_ persegue nemmeno lontanamente la massimizzazione del profitto (il mercato capitalistico lo fa) [...]
Perché dico tutto questo? perché il vero ostacolo all'espansione di una infrastruttura che abbia tempi e servizi dettati dal territorio e non da ritorni finanziari ai soggetti centralizzati è collegato prima ancora che all'uso di denaro pubblico a soggetti privati tanto maggiore quanto maggiore è la dimensione del soggetto
non ho capito bene la frase: qual'è il vero ostacolo?
(che faccio MOLTA fatica a far conciliare con il concetto secondo il quale l'incremento di dimensione dell'azienda DETERMINEREBBE anche l'incremento di efficienza) ...ma è collegato all'utilizzo esclusivo (e quindi discriminatorio) di beni collettivi territoriali come ad esempio lo spettro elettromagnetico ...
io ritengo che anche il suolo sia un bene collettivo territoriale e che le infrastrutture costruite su tale bene collettivo _debbano_ essere _alienate_ all'uso esclusivo; oggi io non vedo altra maniera che nazionalizzare l'infrastruttura, semplicemente perché oggi al privato non è dato di stare sul mercato se non produce un ROI significativo: in altre parole non esiste nessun privato al mondo che si può permettere "il lusso" di gestire una infrastruttuta come bene comune (a meno che il privato abbia delle sostanziali "spintarelle" dal pubblico, in una sorta di scaricabarile alquanto furbesco dei rischi di impresa)
come dire che al paese X servirebbe un ponte (bene collettivo) e lo stato però effettua una gara che garantisce al soggetto Y l'esclusiva di costruire i ponti ovunque in Italia ma lascia libero Y (nei fatti) di decidere se costruire o meno il ponte nel paese X .
come dire che al paese X servono le autostrade (bene collettivo?!?) e lo stato però effettua una gara che garantisce al soggetto Y l'esclusiva di (costruire e) manutenere autostrade ovunque in Italia ma lascia libero Y (nei fatti) di decidere se costruire o manutenere l'autostrada nel paese X... mi ricorda qualcosa... io aggiungerei: come dire che il paese X fa finta che l'autostrada è un bene _qualsiasi_, prima o poi succede un grave disatro... e nel frattempo sono state _distratte_ quantità notevoli di risorse economiche verso soggetti che le hanno usate per fare altro :-O
Non sarebbe forse MOLTO più LIBERALE e da VERO LIBERO MERCATO e molto meno da capitalismo truccato che fosse il paese X a decidere se e quando costruire un ponte sul suo territorio e chi incaricare della costruzione?
certo che lo sarebbe, purché non ci sia nemmeno da iniziare a discutere che grazie alla costruzione del ponte il soggetto Y ha diritto di esclusiva per X anni sulla gestione/manutenzione del ponte, compreso il diritto di riscuotere le gabelle per il transito e di decidere se è il caso di manutenerlo o meno
specie se oggi con l'evoluzione tecnologica non serve una azienda con 500 dipendenti per costruire l'infrastruttura ma un singolo individuo tecnicamente preparato?
in questo contesto stiamo parlando di rete in fibra? [...]
Perché non si fa? semplice perché dopo 30 anni che frequento questo settore (da dipendente, consulente, imprenditore) una cosa l'ho capita e cioè che alle grandi/grandissime aziende PRIMA ANCORA dei profitti e/o dei ricavi interessa il CONTROLLO TOTALE del mercato e potersi assicurare che non nascano competitori.
io ritengo che diverse categorie di beni e servizi comuni - dalla difesa agli acquedotti, passando per la rete TLC - dovrebbero essere _escluse_ dalla competizione di mercato, per il semplice motivo che il mercato di tali beni e servizi tende _per_sua_natura_ ad essere esclusivo/monopolistico. in altre parole, i diritti di esclusiva nuocciono gravemente alla salute del mercato [3], digli di smettere :-) salvaguardiamo i beni comuni cooperando, _non_ competendo. [...] grazie ancora e cordiali saluti, Giovanni [1] non sono un esperto di TLC, tanto meno un economista, però sono un sistemista e conosco discretamente bene come funziona Internet. [2] http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-March/016929.htm Message-ID: <VI1PR0502MB3838C2911611D895CEE17DC0EFE20@VI1PR0502MB3838.eurprd05.prod.outlook.com> [3] io trovo che _non_ sia un caso che espansione scriteriata di copyright/brevetti sia coincisa con l'espansione delle privatizzazioni -- Giovanni Biscuolo Xelera IT Infrastructures