Io la vedo così.
Immagina che una banca riceva in deposito soldi del tutto legittimi, e
nel contempo, da altri correntisti o magari dai medesimi clienti, soldi
falsi o frutto di riciclaggio.
La Procura sequestra l’intero patrimonio poichè sostiene che i banchieri
fossero del tutto consapevoli dei traffici illeciti e “attivamente” (il
famoso host attivo...) agevolassero le transazioni illecite con grande
aggio su tale attività. All’esito delle indagini, i soldi falsi saranno
distrutti. Il denaro ricettato perchè frutto di riciclaggio sarà
confiscato. E quello buono? I correntisti inconsapevoli che hanno
affidato i loro averi a dei delinquenti temo che se la vedrebbero
brutta: Evidentemente dovrebbero avanzare richiesta alla banca e, se
tutto il patrimonio è sottoposto a vincolo, all’autorità che ha apposto
il sequestro chiedendo la restituizione. Per quello che è dato capire,
le autorità americane hanno già esaminato i vari depositi. hanno
“fotografato” i server, estratto ciò che gli serve per l’indagine, ed il
contenuto giace ora nei locali della banca sequestrati, o comunque
inaccessibili. I proprietari dei locali in cui agiva la banca (Carpathia
Hosting and Cogent Communications) dicono: noi non centriamo, anzi,
liberate i locali (i server) che noi riaffittiamo lo spazio...I
banchieri sono in galera...I correntisti sparsi in ogni parte del globo
sono fregati. Dubito, ed anzi escludo, che l’autorità giudiziaria
americana ordini la cancellazione di tutto. Il problema è capire cosa
faranno i banchieri: se sono davvero delinquenti se ne fregheranno,
posto che ogni giorno di affitto del locali genera perdite: meglio
liberare poi si vedrà...Ovviamente è solo il fornitore del servizio il
responsabile del trattamento di quei dati, ed a lui dovrò far causa in
caso di perdita...quando uscirà di galera. Auguri!
------------------------------