l 10 gennaio 2018 23:19, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> ha scritto:
On 10 Jan 2018, at 22:47, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
La prima, ovvia per chi conosce la materia, è che l'intelligenza artificiale è (per la stragrande maggioranza) statistica applicata.
Questo è un errore comune che cerco spesso di correggere. La statistica in realtà ha solo capacità analitiche non predittive. Consente di individuare correlazioni tra eventi, ma non nessi causali. L’IA invece ha per suo scopo fondamentale la costruzione di modelli dai quali si possono fare previsioni, che coinvolgono causalità (non casualità). Anche se lo statistical Macchine Learning utilizza tecniche statistiche, è ben diverso da essere puramente un’applicazione statistica.
Mi permetto di dissentire. La statistica e' uno strumento analitico. Ma qual'e' lo scopo dell'analisi statistica? Creare un modello di un sistema complesso attraverso il quale fare previsioni. Certi tipi di IA rinunciano ad avere un modello descrittivo del sistema, sostituendo l'analista con un software. Il prezzo di questa scelta e' la complessità del debug. Che non può e non deve essere una giustificazione.
In particolare il ML utilizza dati di apprendimento annotati da umani, da cui cerca di apprendere la capacita di svolgere un compito che richiede intelligenza. Si tratta di una differenza fondamentale, che richiede la presenza di “human-in-the-loop” nella raccolta di dati collegati a comportamenti in umani nello svolgimento di un task e di annotazioni umane sul loro significato e sullo scopo che il task si prefigge.
Mi permetto di osservare che, a mia conoscenza, nessuna ricerca statistica e' mai stata effettuata da esseri non qualificabili come umani. Lo human-in-the-loop non caratterizza dunque l'intelligenza artificiale. Certamente cambia il modo in cui questi dati vengono raccolti, annotati e aggregati: non per essere analizzati da un essere umano ma per essere forniti come input ad un programma. Certamente cambia la rapidità dell'analisi e la mole di dati che possono/devono essere analizzati. Ma una rete neurale semplicemente approssima una funzione multidimensionale complessa. Si comporta, in un certo range, come quella funzione multidimensionale. Non e' intelligente. Lo puo' solo sembrare, se non si va a vedere lo stato dei nodi, i pesi degli archi etc... E' un programma, un ingegnoso artefatto umano.
Si tratta di una differenza che può apparire sottile ma che è fondamentale. La capacità di prevedere è una caratteristica precipua della mente umana, che ci consente di capire, interpretare la realtà circostante e di pianificare i nostri comportamenti, in funzione degli scopi che vogliamo raggiungere.
Gli uomini non possono "prevedere", in realtà. Assumiamo semplicemente che le esperienze passate si ripresentino nel futuro. Quello che forse intendi e' che gli uomini sono molto bravi nel "pattern matching". Anche le reti neurali. Ma su problemi molto ben definiti. E lo sono anche gli statistici (tipicamente umani. :-).
Probabilmente ci vorrebbe un trattato per spiegare più a fondo la questione, ma spero queste poche righe siano sua sufficienti a indicare le differenza.
Temo di no. Io ho ben chiaro cosa sia e come funzioni una rete neurale. O un suggestion system. Se non fossero applicazioni statistiche, sarebbero applicabili a domini con scarsa numerosità.
— Beppe
Giacomo