http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/15/news/apple_ammette_lavoro_min... http://www.telegraph.co.uk/technology/apple/8324867/Apples-child-labour-issu... http://images.apple.com/supplierresponsibility/pdf/Apple_SR_2011_Progress_Re... Non è il solo caso, non il primo, non sarà l'ultimo. Il tema inoltre è molto ampio ed implica anche la conoscenza dei sistemi locali. Fatte queste premesse un'osservazione generale mi pare resistere a tutte le possibili obiezioni: ci sono nazioni che offrono specifiche garanzie del rispetto dei diritti umani (nella specie del fanciullo) e nazioni che notoriamente non sono in grado di fare altrettanto, chi sceglie di operare in quest'ultime fa una scelta consapevole di trade off fra profitto e diritti. Certamente le imprese posso attivarsi mediante controlli interni, ma di fronte alla gravità dei fatti mi pare poca cosa sapere che essi sono emersi ex post e si è cercato di farvi rimedio. Come le tolleranze sono minime sulla qualità dei prodotti e vengono verificate ex ante, altrettanto dovrebbe essere per i diritti. Anche sul piano politico poi imprese di livello mondiale (se volessero) avrebbero certo i mezzi per indurre gli stati ad un maggior rispetto dei diritti. Ad oggi queste possono apparire considerazioni di nicchia, ma in prospettiva penso e spero che aumenteranno i giudizi critici su simili atteggiamenti e noi, che ci occupiamo in senso ampio dei rapporti fra diritto, economia, società e tecnologia, non credo che possiamo esimerci da affrontare anche questi temi. Avv. Alessandro Mantelero, PhD Confirmed Assistant Professor Department of Production Systems and Business Economics Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy http://staff.polito.it/alessandro.mantelero