Cari tutti, ho l'impressione che sotto il nome "contact tracing" si stanno sovrapponendo una serie di necessità diverse, ma scenari applicativi diversi richiedono soluzioni diverse, così come diversi livelli di urgenza e gravità ammettono diversi livelli di intrusione nelle libertà personali. Questo anche per resistere alle soluzioni magiche sollecitamente proposte dai tecnologhi della sorveglianza. Sono state nominate queste principali applicazioni: 1) ricostruzione di _percorsi_ individuali sul territorio; 2) ricostruzione cronologica della frequentazione individuale di _luoghi_ a rischio; 3) ricostruzione dei _contatti_ individuali interpersonali; il tracing può riguardare: - il passato (esposizione di altri in caso di positività, verifica di rispondenza di autodichiarazione, ecc.) ; - il presente (riconoscere assembramenti, localizzare una persona specifica, ecc.); i soggetti poi possono essere: a) collaborativi, che possono raccogliere affidabilmente i dati e diffonderli volontariamente; b) non collaborativi, perché incapacitati (ad es incoscienti) oppure non affidabili. Per molte di queste applicazioni sono presenti soluzioni consolidate. Per aiutare una persona collaborativa a ricordare dove è stata e chi ha incontrato può bastare un diario, oppure una qualsiasi app di geotracking. Il tracciato storico delle celle da parte degli operatori telefonici sono sufficienti ad avere un tracciato indicativo di dove sono state le persone smemorate o non collaborative, mentre il posizionamento attivo in tempo reale di un telefono cellulare può essere molto più preciso. In aggiunta alcune città hanno adottato il tracciamento automatico delle targhe e/o delle persone (non facciale, senza identificazione) nelle telecamere di sorveglianza. Questi dati immagino siano ottenibili in caso di urgenza o di necessità di salute pubblica (anche per le vie brevi) dalle forze dell'ordine o dal magistrato. L'automazione delle autodichiarazioni ritengo possa essere ottenuta digitalmente con un autoinvio di PEC. Gli assembramenti sul territorio e presenze anomale sono ottenibili da dati aggregati e anonimi presso gli operatori telefonici. Quali altre applicazioni non sono coperte? In quali casi è necessario coprirle? Sono state elencate in particolare due di queste esigenze: - la registrazione di ingressi/uscite di persone in specifici luoghi a rischio; - la registrazione di contratti interpersonali (come quelli discussi con PEPP-PT). L'adozione massiva di applicazioni di questo tipo su base volontaria è difficile da ottenere e forse nemmeno auspicabile: come è stato osservato, il loro successo potrebbe essere un motivo per renderle obbligatorie e favorire una sorveglianza indiscriminata. Tuttavia possono avere un certo successo anche su base volontaria in comunità ristrette di persone a rischio, anche se analoghe soluzioni pensate per il contagio da AIDS non sono mai decollate. Se l'uso massivo e obbligatorio del tracciamento è accettabile solo per le "post-democrazie", nel dopo-epidemia temo sarà difficile evitare che una qualche forma di tracciamento investa i viaggiatori a lungo raggio, quelli che possono accelerare la diffusione globale di una nuova malattia. A meno che l'esperienza difficile che stiamo attraversando non ci offra una alternativa proprio a questi viaggi. Un caro saluto, Alberto