Buongiorno, l'algido comunicato stampa [1] di AGCOM praticamente dice solo che il recente blocco di Google Drive è dipeso da una errata segnalazione di DAZN e che per questo viene /diffidata/ (cioè /il nulla/) e comunque la piattaforma rimane attiva perché funziona _benissimo_, è solo colpa di chi non collabora. Accertato da tempo che è perfettamente inutile continuare a insistere sulla totale e inemendabile inconsistenza tecnica di quella /roba/, ora a me pare evidentissimo sia anche inutile insistere sulla legittimità giuridica e/o responsabilità civile degli _amministratori-de-facto_ di cotanto sistema: così è perché Loro™ lo decidono... se sbagliano, va bene lo stesso! Consiglio non richiesto ad AGCOM (mi sentite?): Piracy Shield è una zavorra pesantissima, mollatela altrimenti vi porterà definitivamente a fondo con lei. Un recente articolo di Wired racconta qualche interessante "retroscena" dell'episodio 12 della stagione 1 di questa _fiction_; dubito che uscirà mai una stagione 2 (ma le puntate della stagione 1 possono andare avanti indefinitamente): https://www.wired.it/article/dazn-diffida-agcom-piracy-shield-google-drive/ «Dazn è stata diffidata per il blocco di Google Drive di Piracy Shield» di Luca Zorloni, 23.10.2024 --8<---------------cut here---------------start------------->8--- E alla fine il nome è uscito. *Una diffida ufficiale dell'Autorità garante delle comunicazioni* (Agcom) *contro Dazn* per le *segnalazioni errate su Piracy Shield [...] L'autorità ha deciso di giocare a carte scoperte dopo il *blocco di quasi 6 ore a una content delivery network (cdn) di Google* nella serata di sabato 19 ottobre, che ha *comportato l'impossibilità di accedere al servizio di Google Drive.* 1.1 La battaglia dentro Agcom ───────────────────────────── [...] Detto fuori dal linguaggio burocratico: significa che è *partita da Dazn la segnalazione errata contro Google*. Secondo una ricostruzione, su Drive sarebbe stata salvata una cartella con domini legati allo streaming illegale, inserita per errore nell'elenco dei domini da oscurare. E secondo tre fonti indipendenti consultate da /Wired/, in Agcom e tra gli operatori, che hanno richiesto l'anonimato per contribuire a questo articolo, *non sarebbe la prima volta che Dazn invia segnalazioni errate*. Dazn, contattata da /Wired/ fin da domenica 20 ottobre, non ha mai voluto rispondere alla richiesta di commento. La diffida di Agcom è anche *una tutela contro eventuali ricorsi di Google*. Al quale l'Agcom ha *detto esplicitamente di iscriversi a Piracy Shield* (con la sola astensione al voto della commissaria Elisa Giomi). [...] Altra opzione difficile da praticarsi: significherebbe che un *operatore di Singapore deve iscriversi a Piracy Shield*. [...] [...] 1.2 L'appoggio del governo ────────────────────────── [...] Agcom tira dritta. Nonostante ormai *all'interno emergano fratture nella posizione del consiglio* e rispetto alla linea del commissario Massimiliano Capitanio, area Lega, da sempre sostenitore dell'iniziativa. Giomi ha dichiarato pubblicamente che da tempo era contraria alla piattaforma. In una nota diffusa sui social ha scritto di aver preso “ /*preso le distanze dall'iniziativa fin dal suo esordio quasi due anni fa,* tra le reazioni spesso virulente dei colleghi, esprimendo voto contrario in tutti i passaggi. Per ragioni di metodo e di merito: ad esempio l'ambiguità della donazione della piattaforma ad Agcom da parte della Lega Calcio che è parte in causa essendo tra i pochissimi soggetti legittimati alle segnalazioni; i tempi davvero frettolosi con cui il Consiglio ne ha deliberato l'adozione; la totale mancanza di trasparenza nell'attribuzione delle consulenze esterne sulla bontà dell'iniziativa; la resistenza a fare una ricognizione di soluzioni alternative disponibili sul mercato; i rimedi incerti e tardivi con cui si è cercato vanamente di risolvere i continui problemi; la consueta fuoriuscita di notizie sensibili a procedimenti in corso che accompagna ormai tutte le decisioni più importanti di questa consiliatura, peraltro nell'inerzia più totale di chi la riservatezza dovrebbe assicurare/”. E ha concluso: “ /*Piracy Shield, per com'è oggi, non riesce nell'obiettivo e comporta rischi semplicemente non sostenibili,* per le aziende e per gli utenti. [...] *La diffida a Dazn è un modo per scaricare all'esterno* i problemi connaturati nella progettazione stessa piattaforma. [...] "La piattaforma funziona”, ha detto Urso, che ha poi sollecitato “il pieno e leale coinvolgimento di diversi attori interessati i prestatori di servizi internet, i titolari di diritti e Agcom”. E rispetto agli incidenti, il ministro ha dichiarato: “Gli eventuali disservizi che si sono verificati si potranno ridurre quanto più gli operatori iscritti alle piattaforme *contribuiranno a inserire nella white list i servizi legittimi* per evitare che vengano erroneamente colpiti”. Il riferimento è agli *elenchi di risorse internet che non devono essere assolutamente bloccate,* [neanche in caso di erronea segnalazione], da Piracy Shield. Elenchi in cui, come dimostra il blackout della cdn di Google, risorse online di larghissimo uso non sono presenti. /Wired/ ha ottenuto da *Agcom l'indicazione che le white list contengono complessivamente 11mila elementi*. Ne fanno parte sia siti e risorse istituzionali (come, a titolo di esempio, Presidenza del consiglio, ministeri, Banca d'Italia), segnalati dall'Autorità per la cybersicurezza nazionale, sia alcune infrastrutture dei fornitori di servizi internet e dei segnalatori autorizzati a operare su Piracy Shield, nonché la stessa virtual private network attraverso cui si accede alla piattaforma nazionale antipirateria. Ora, secondo la linea di Urso, chi vuole impedire che il proprio sito finisca anche per errore nella rete di Piracy Shield ([scenario tutt'altro che improbabile], come insegna la storia dall'attivazione della piattaforma dallo scorso febbraio, poiché su uno stesso dominio insistono più risorse internet), dovrebbe iscriversi alla white list. Un processo che però *non è aperto a tutti*. Vorrebbe dire dover includere i siti di tutte le aziende. Anche le più piccole. E reclamare le iscrizioni dall'estero. Di fatto, un'impresa titanica e impossibile. Per *Corrado Giustozzi*, membro del consiglio direttivo di Clusit, l'associazione italian per la sicurezza informatica, “è opportuno che informazioni oggettive relative al funzionamento ed alle prestazioni di queste piattaforme, quali per esempio il tasso di falsi positivi, siano portate a conoscenza della collettività per consentire ai cittadini italiani di poter valutare in modo informato quanto viene fatto nel loro interesse.” Finora agli elenchi di protezioni hanno potuto accedere solo gli invitati al tavolo tecnico di Piracy Shield. Che, come scoperto da /Wired/ attraverso una richiesta di accesso agli atti, sono *62*. [...] Come faranno tutti gli altri? Per ora non si sa. Per Pastorella, che pure ha votato in passato a favore di Piracy Shield, "sui disservizi del Piracy Shield il ministro Urso non risponde. Anzi, sostiene che i problemi della piattaforma saranno risolti soltanto quando tutti gli operatori contribuiranno a segnalare che i loro servizi sono sicuri. Di fatto siamo alla presunzione di colpevolezza per tutti i siti e i servizi che utilizzano il web. Se questa è la sola soluzione che il governo intende mettere in campo per risolvere i problemi, è evidente che la piattaforma, così com'è, va chiusa”. Per la sospensione sono anche Giomi e Giacomelli. La partita è aperta. [articolo aggiornato il 24 ottobre, ore 14, con le dichiarazioni di Giomi] [neanche in caso di erronea segnalazione] <https://www.wired.it/article/piracy-shield-white-list-come-funziona-domini/> [scenario tutt'altro che improbabile] <https://www.wired.it/article/piracy-shield-siti-ricorso-agcom-codice/> --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Saluti, 380° [1] https://www.agcom.it/comunicazione/comunicati-stampa/comunicato-stampa-2 -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.