On 5 Oct 2021, at 12:10, Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:
porre un limite al successo, quando la ragione del successo è proprio il successo, non può succedere a parte il calembour,
Non è esattamente così: c’è un meccanismo perverso di gioco di esclusione che è escritto in dettaglio nel libro, che vi invito a leggere. In particolare è potuto avvenire per la Bork-izzazione (da Robert Bork) delle leggi antitrust e dalla franchigia concessa alle aziende digitali, sulla base del fatto che erano nascenti, quindi lasciamole crescere. Purtroppo, come spiega Quinta per tutti i fenomeni esponenziali, quando te ne accorgi sono diventati troppo grandi per fermarli. Tra l’altro il libro coniene alcune critiche alle affermazioni della Zuboff che il capitalismo di sorveglianza influenza i nostri comportamenti e mette a rischio il sistema democratico. Con dovizia di esempi dimostra che tale capacità di condizionamento è una chimera spacciata dalle stesse aziende per convincere gli inserzionisti a comprare pubblicità. Invece i rischi per la democrazia e addirittura per la specie umana esistono, ma hanno un’altra origine.
il fatto è che, come sappiamo, l'unico vero motivo per stare su Facebook (piuttosto che ad es. su Mastodon) è che ci stanno tutti gli altri imporre un 'upper-bound' ai social di successo sarebbe come chiuderli
La proposta del Nobel Paul Romer è di incidere sul modello advertising-based con tasse altamente progressive, per invogliare le stesse società a evitare concentrazioni. Thomas Piketty invece propone che le tasse delle Big Tech vengano ripartite proporzionalmente alla popolazione dei paesi in cui operano. In ogni caso il fatto che menti celebri si stiano arrovellando sulla questione è esso stesso una dimostrazione che il problema di concentrazione e disuguaglianze sia un problema serio. Quanto meno riflettiamo anche noi prima di archiviare la questione. — Beppe PS. L’ultimo libro di Piketty sull’uguaglianza asserisce che le conquiste egualitarie del secolo scorso sono fragili e contrastate. Ricorda che vennero ottenute con lotte e scontri tra forze contrapposte (sindacati, neri, donne, ecc.). Per ragguingere ulteriori livelli di uguaglianza saranno necessari altri scontri, anche se non sa dire quali siano le forze che emergeranno. Cita ovviamente alcuni movimenti recenti, che però si sono rapidamente dissolti senza mai giungere a un confronto deciso con lo status quo.