On 06/29/2017 06:59 PM, Giulio De Petra wrote:
Tutti i sw disponibili per i piccoli comuni, anche i più riusabili, aperti e meno costosi, sono stati realizzati in relazione ad una organizzazione già esistente. Utilizzandoli il nuovo comune di Mappano "importerebbe" anche le caratteristiche e i vincoli di quella organizzazione.
Ma e' abbastanza verosimile che tutti i piccoli comuni funzionino nello stesso modo, anche in virtu' delle regolamentazioni su quali dati gestire e come. Nota interessante emersa in questi giorni: pare che nessuno conosca le "specifiche tecniche" della pubblica amministrazione, summa di decreti legge accumulati negli anni ma mai condensati in un documento tecnico opportunamente tenuto aggiornato. Realizzare una applicazione, o adattarne e aggiornarne una esistente, e' al 90% un onere burocratico per ricostruire i diversi adempimenti da rispettare. Onere che, ovviamente, tiene ben lontano qualsiasi soggetto di vocazione innovativa che volesse cimentarsi nel magico mondo del software applicativo per la PA.
Così facendo Mappano diventerebbe un laboratorio che potrebbe influenzare positivamente l'evoluzione organizzativa (e tecnologica) dei piccoli comuni italiani, oggi prevalentemente ostaggio di soluzioni digitali concepite in tempi molto lontani.
Suggestione certo interessante, ma un piccolo comune da solo puo' fare fino ad un certo punto. Di sicuro non puo' commissionare da zero lo stack amministrativo minimo, figurarsi dotarsi di strumenti piu' sofisticati. Anche da questo deriva l'appello ad "unire le forze", ed adottare un modello aperto non per uno scopo fine a se' stesso ma per ottenere risultati che il singolo comune da solo non puo' raggiungere. -- Roberto Guido http://www.madbob.org/