Se i privati hanno fallito a scalfire il monopolio di google allora hanno fallito con i loro soldi e non con quelli dei contribuenti e il loro fallimento ci da un'idea di quanto sarebbe probabile un uguale fallimento del google di stato. La via per gli stati non socialisti è quella di fare buone leggi, ovvero mettere altri soggetti privati in grado di competere con il monopolista di turno. Come? Attraverso leggi antitrust che siano aggiornate con i temi del digitale e facendole rispettare.

On Mon, Jan 25, 2021 at 12:14 PM Antonio Iacono <antiac@gmail.com> wrote:
> Per quanto riguarda Quaero, non contenti del primo fallimento, si è investito altri 25mil di soldi pubblici nel sequel Qwant di cui mi piacerebbe conoscere l'opinione dei presenti.

Non mi pare che i motori di ricerca "privati" abbiano scalfito più di
tanto il predominio Google. Bing, DuckDuckGo, Ecosia, Yahoo, SearX,
Ask, Baidu, Yippy, StartPage, Yandex, Youcare, Swisscows, a parte
Baidu in Cina e Yandex in Russia, non arrivano, tutti assieme, in
molti paesi, ad un misero 10% sul totale delle ricerche.
Così come sono falliti tutti i tentativi di Google di entrare nel
mondo dei social network.
In questo periodo storico, ne abbiamo discusso tante volte, le
"offerte" della rete sono fortemente monopolizzate dai GAFAM, ognuno
nel rispettivo settore.
E allora che si fa, si rinuncia in partenza?
A me la proposta di Guido Vetere piace, sarebbe un fallimento? Può
essere, ma può essere anche di no.
Se poi dobbiamo elencare tutti i soldi pubblici investiti male non la
finiamo più.

Buona domenica,
Antonio Iacono
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