Il Governo Monti si appresta, attraverso il suo
sottosegretario Catricalà, a emanare un provvedimento che trasformerebbe
l'Autorità Garante per le Comunicazioni nell'unico sceriffo della Rete con
enormi poteri che consistono nell'accertamento e nell’inibizione dei reati
legati alla violazione del diritto d’autore che oggi sono giustamente demandati
alla Magistratura coadiuvata dalle forze di Polizia. I promotori della notte
della Rete (Adiconsum, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e Studi Legale
Sarzana), a cui si sono aggiunti, il movimento "La rete dell'innovazione",
l'associazione NetLeft, l'associazione "Rifondazione Italia per la legalità",
l'associazione "Stati generali dell'innovazione", denunciano il grave
comportamento del Governo che in modo inusuale, dietro il paravento del fornire
un’interpretazione autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una
inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti con gravi
ripercussioni sulla libertà dell’informazione nel nostro Paese. La stessa AGCOM
ha riconosciuto agli organizzatori della notte della Rete di non avere le
necessarie prerogative giuridiche per deliberare la propria proposta di
regolamento sul diritto d'autore ed è per questo che tale decisione è stata
finora rinviata. Il Governo Monti ora va in soccorso dell'Autorità e tenta di
emanare un provvedimento che legittima a posteriori l'AGCOM fornendole poteri
che rischiano di trasformarla in un tribunale speciale che giudicherà dei reati
legati ad Internet, esercitando al contempo i poteri spettanti in precedenza
alle forze di polizia. Il diritto d'autore, come da noi richiesto (
www.dirittodautoreinparlamento.com),
è in discussione in Parlamento e l'AGCOM è in scadenza ma con il blitz di
Catricalà che potrebbe tradursi in decreto legge, tutte le modalità democratiche
in atto verrebbero spazzate via di colpo, scavalcando il Parlamento e
permettendo subito l'approvazione del regolamento AGCOM, bruciando sul tempo la
scadenza del suo mandato. Con tali atteggiamenti non si mette in discussione
solo il diritto d'autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico e la
Costituzione. Chiediamo al Governo di non emanare questo assurdo provvedimento
che non ha nulla di interpretativo e che violerebbe la Costituzione, chiediamo
di lasciare al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge sul
diritto d'autore e di concentrarsi invece con l’adeguata trasparenza nei
confronti della società civile sulle nomine dei prossimi vertici AGCOM in modo
che nel prossimo futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per la
libertà d’informazione nel nostro Paese persone non solo competenti ma che
abbiano soprattutto quale unico mandato la salvaguardia dell’interesse generale
e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale.
*Giovan Battista Frontera si occupa di Internet dal 1993. E' vice presidente
di Assoprovider.