Mi permetto di dire che secondo me hai attribuito al termine "politica industriale" un significato totalmente economico. Quando poi in realtà gli esempi che avevo citato in altri settori sono "figli" di considerazioni più complesse: sicurezza del Paese, affidabilità delle catene di fornitura, permanenza di una autonomia tecnologica... Direi che gli aspetti che tu citi dal mio punto di vista cadono nelle motivazioni che spingono ad adottare una specifica politica industriale rispetto ad un'altra. Ovviamente, con le differenze che la parola politica implica: un governo a connotazione "liberista-conservatrice" potrà definire strategie totalmente differenti da uno più "laburista". Un cordiale saluto Giorgio Il 16/12/2020 15:44, Giacomo Tesio ha scritto:
On Wed, 16 Dec 2020 14:03:33 +0100 Giorgio Ventre <giorgio@unina.it> wrote:
In altre parole, una cosa è dipendere totalmente, un'altra è poter scegliere garantendo una capacità tecnologica autonoma. E la seconda è garantita solo attraverso una politica industriale coerente. Sono d'accordo se sostituiamo "è garantita solo attraverso" con "necessita anche di".
Limitarsi ad un'analisi economica delle dinamiche cibernetiche in corso, significa rinunciare a comprenderle e dunque a poterle influenzare.
I soldi servono, è evidente a tutti, ma se anche oggi ci fossero, non sarebbero lontanamente sufficienti per realizzare alternative democratiche alle politiche imperialiste che si scontrano sul territorio europeo.
Limitarsi ad una prospettiva economica significa consegnarsi, di nuovo, agli Stati Uniti. Infatti, se ci lasciassimo convincere che
tale libertà di scelta deve poter essere garantita tra Google, AWS e Euro-Cloud (se un giorno esisterà mai) permetteremmo semplicemnte a Google ed AWS di incrementare prezzi e profitti, approfittando dell'effetto decoy.
Questo "soluzionismo economico" è l'altra faccia del "soluzionismo tecnologico" che ammorba le classi dirigenti europee.
E l'ho notato, ahimé, anche in alcuni passaggi della conferenza Nexa di qualche giorno fa, laddove alcuni relatori riconducevano i problemi di cui spesso trattiamo ad una mancanza di concorrenza. "Servirebbe più concorrenza", "Basterebbe un po' più di concorrenza"...
Se l'Europa vuole avere un ruolo nell'evoluzione cibernetica di questo pianeta, se non vuole subirla, non può limitarsi a sovvenzionare surrogati europei di servizi stranieri. La competizione economica deve essere espressione di alterità di idee.
L'Europa ha quindi bisogno di una propria visione dell'informatica.
Una visione Democratica e plurale.
Avremo voce in capitolo SOLO quando avremo qualcosa di NUOVO da dire.
Giacomo
-- ======================================================================== Prof. Ing. Giorgio Ventre Direttore Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II Via Claudio 21 80125, Napoli, Italy Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372 E-mail: giorgio@unina.it http://www.dieti.unina.it http://www.developeracademy.unina.it/en/ http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre ======================================================================== -- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus