Ciao Paolo che non trovi applicazione l'articolo 14 del d.lgs 70/2003 mi
pare fuori discussione. Google (per il momento) non è un fornitore di
connettività. Quell'eccezione è prevista per i provider come Telecom
ecc.
Quella che si può invocare (ma ripeto, non è neppure questo il caso
della sentenza, che concerne un'ipotesi che non è toccata dal d.lgs
70/2003 per espressa previsione dell'articolo 1, comma 2, lett b) "2.
Non rientrano nel campo di applicazione del presente decreto:b) le
questioni relative al diritto alla riservatezza, con riguardo al
trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni di
cui alla
legge 31 dicembre 1996, n. 675 e al decreto legislativo 13 maggio 1998,
n. 171 e
successive modifiche e integrazioni;") al massimo è l'articolo 16
sull'hosting.
Il problema è che, come giustamente suggeriva
Stefano, la disciplina dell'hosting provider dettata dal legislatore
comunitario e nazionale sembra riferirsi ad un mondo diverso da quello
dei "YouTube".... è il mondo degli "Aruba", degli "Altervista" cioè di
quelli che ti mettono a disposizione uno spazio e poi quello ci fai sono
affari tuoi.
Nel caso di YouTube non è propriamente così, a mio avviso: è un
ibrido tra il Broadcaster e l'Hosting Provider.
Tant'è che nella
direttiva e nel decreto di recepimento c'è un punto centrale quando si
parla di esenzioni di responsabilità, questo: "2. Le disposizioni di cui
al comma 1 non si applicano se il destinatario
del
servizio agisce sotto l'autorità o il controllo del prestatore."
Ora
tutto il complicato sistema di filtri, conten ID etc predisposto da
YouTube ad esempio mi consente ancora di dire che io non stia agendo
sotto il "controllo del prestatore"?
Io non ne sarei così sicuro.
Sono vicende complicate, non
c'è da stupirsi che una sentenza possa anche dire cose inesatte
talvolta.
Resto sempre interdetto dalle reazioni, che
francamente trovo esagerate.
Ma è chiaro che essendo la cassa di risonanza molto grande, anche un
sussurro sembra un urlo.
M.
Il 25/02/2010 15:18, marco scialdone ha scritto:
> Mi trovo perfettamente d'accordo con quanto scritto da Stefano.Ciao Marco,
>
> Anche io sostengo che i nuovi intermediari alla YouTube siano qualcosa di
> ibrido rispetto alle tipologie di provider individuate dalla direttiva
> 2000/31/CE e come tali pongono in difficoltà l'interprete che è chiamato a
> valutare il caso concreto.
>
mi ha interessato molto questa tua affermazione. Perché ritieni che gli
intermediari tipo YouTube non siano puntualmente definiti dall'art. 14
della direttiva? Quale parte della definizione non rispettano? Ed
eventualmente, quali sono i parametri che queste piattaforme non
rispettano per poter essere mere conduit (per es. vedo chiaramente
perché Facebook non può essere mere conduit, a causa del controllo +
censura + monitoraggio per marketing dei contenuti immessi dagli utenti,
ma mi sembra che YouTube rispetti tutti i parametri...)?
Ciao,
Paolo
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa